Volevano vendicare l’onore del boss ma ferirono una donna con un bambino in braccio: tre arresti. IL VIDEO

Le dicerie di una donna sulla presunta relazione che la compagna del capo di un gruppo criminale legato a un clan del napoletano intrattiene con “un altro” innescano un meccanismo perverso che partendo dall’ onor messo in discussione porta a 3 tentati omicidi.L’offeso ordina di uccidere l’unico maschio della famiglia della donna ma l’agguato, nel rione Don Guanella e senza l’autorizzazione del capo clan fallisce, porta “solo” a 2 ferimenti poiché si intromette la madre dell’obiettivo, con un bambino in braccio.Per ricomporre la frattura si decide l’eliminazione di uno degli uomini che avevano materialmente eseguito l’agguato ma anche il secondo progetto di omicidio fallisce e l’autore dei tentati omicidi del Don Guanella decide di collaborare con la Giustizia.

È quanto emerge da una indagine dei Carabinieri del nucleo Investigativo di Castello di Cisterna che questa mattina hanno dato esecuzione tra le province di Napoli e Caserta a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Napoli a carico di 3 persone contigue al clan dei “Ciccarelli”, operante a Caivano e nei comuni limitrofi, ritenute responsabili dei 3 tentati omicidi aggravati da finalità mafiose e di detenzione e porto illegale di armi da guerra, dopo indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Un video estrapolato da un sistema di videosorveglianza, che è stato molto utile per le indagini, immortala uno degli arrestati, un 38enne che aveva partecipato sia al raid per difendere l’onore del suo capo che a quello di eliminare il suo complice nel ferimento della donna.Le telecamere lo riprendono mentre, pistola in pugno, entra in un bar di Caivano a minacciare clienti e titolare.

L’agguato a cui fa riferimento il pentito è quello avvenuto il 17 settembre scorso in cui rimase ferita Amalia Sepe, 57 anni e  pregiudicata, mamma di Giuseppe Telese, 33 anni anch’egli pregiudicato.

La Redazione
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