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Castellammare di Stabia

Turisiti a Castellammare: lei derubata, lui finisce in ospedale

Renato Pagano

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Sei in una città nuova e vuoi visitarla. Non sei in una città qualunque, sei a Castellammare di Stabia. Un lungomare favoloso, una villa che affaccia sul mare con le luci che riflettono sulle onde. Vuoi trascorrere una serata con i tuoi amici che con te condividono questa avventura, che è il viaggio all’ estero, in questa spettacolare cornice. Nulla di male, anzi: una cosa normalissima. Peccato che poi è successo l’impossibile mentre si accingevano a ritornare in albergo. Sono stati accerchiati, minacciati e rapinati. Un ragazzo rumeno che partecipa allo scambio è finito in ospedale. Una storia da dimenticare, una pagina di giornale che non vorremmo raccontare. Una vera e propria disavventura che ha coinvolto alcuni dei 45 ragazzi provenienti da alcuni paesi Europei per uno scambio culturale organizzato dall’ Associazione Youth for Europe in collaborazione con il Forum dei Giovani che stavano ritornando in albergo.

Sono stati raggiunti e accerchiati da dieci ragazzi che li ha minacciati e poi hanno preso con se una borsa di una ragazza bulgara per poi scappare. Dopo qualche istante di paura gli stranieri hanno ripreso a camminare ma hanno incrociato nuovamente la banda che li aveva rapinati. Uno dei ragazzi (quello che è finito in ospedale nda) ha provato a rincorrere il criminale che aveva strappato la borsa alla sua amica ma è scivolato, ferendosi alla schiena. Sono state necessarie le cure dei medici del pronto soccorso dell’ Ospedale S. Leonardo di Castellammare.

Parole di sdegno da parte del Sindaco Pannullo e del Presidente del Forum dei Giovani Cascone. ”Sono rammaricato, mi impegnerò personalmente attraverso l’amministrazione affinchè eventi del gerene non accadano mai più in città. – ha affermato il primo cittadino – La richiesta di maggiori presidi attraverso la sicurezza deve essere la priorità. Questo evento, tuttavia, dimostra come la nostra città sia pronta ad una svolta turistica, tanto da auspicarmi che, durante un prossimo evento di tale portata, Castellammare possa essere pronta ad ospitarne cento di giovani piuttosto che quarantacinque come in questa occasione. Come il Sindaco, esprimo parole di rammarico e sconforto in merito a quanto accaduto la notte scorsa”.

.”In qualità di Presidente del Forum, assieme ai consiglieri abbiamo avanzato la proposta a chi di dovere di trovare qualche struttura alberghiera o magari qualche ristorante nella città di Castellammare che possa ospitare, magari in estate, i malcapitati per qualche giorno; il tutto chiaramente spesato da noi.Il mio pensiero – ha dichiarato Cascone – è che questi ragazzi abbiano visitato la nostra città, che io considero uno dei luoghi più belli al mondo, con un lungomare mozzafiato, con ben 28 sorgenti termali, le ville romane etc e tutto ciò, purtroppo, passerà in secondo piano perchè, una volta tornati nelle proprie città, tutte queste bellezze saranno offuscate dalla brutta esperienza ricevuta, dalla paura, dal degrado, dalle ferite fisiche ed interiori. Un’ ennesima prova di maturità fallita. In questo momento mi sto chiedendo se serva ancora cercare di fare qualcosa di buono per questa città. Noi, nonostante tutto, continueremo a lavorare e a creare opportunità di sviluppo, consapevoli che la strada sia ancor più ripida di quanto immaginassimo.”

Che serve avere un lungomare nuovo con un panorama spettacolare se poi accadono atti del genere. Possiamo essere anche la città più bella del Paese ma non diventeremmo mai una città turistica, una città capace di crescere e di cambiare mentalità. Serve a poco, quasi a nulla. Castellammare aveva un’ opportunità, un ulteriore opportunità, e come sempre l’ha sprecata, macchiandosi, ancora una volta, la faccia la stessa che sarà difficile da ripulire.

 

Emilio D’Averio

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Campania

Castellammare di Stabia: tragico impatto sulla S.S. Sorrentina. Muore noto chef

Russo Antonio

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Tragico incidente a Castellammare di Stabia sulla S.S. Sorrentina, all’altezza del Towers Hotel Stabiae. Erano circa le due di ieri pomeriggi quando, Vincenzo Amabile 49 anni si stava recando a lavoro in sella a uno scooter ed è stato travolto da un Suv.
Il centauro è stato trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale stabiese e successivamente trasferito al Cardarelli di Napoli dove è morto in serata in conseguenza delle gravi ferite riportate nell’impatto. Vincenzo Amabile era noto per la sua professione di chef.
Aveva lavorato presso il ristorante il “Buco” di Vico Equense  dove viveva insieme alla moglie e ai tre figli. Il P.M. di Torre Annunziata ha disposto l’autopsia.

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Castellammare di Stabia

Biciclette elettriche modificate: scattano i controlli a Castellammare. Multato anche il figlio minore di un boss

Redazione Cronache della Campania

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Castellammare di Stabia. Sembrano biciclette elettriche, in realtà sono state modificate e possono essere considerati dei veri e propri ciclomotori. A Castellammare sono scattati i controlli da parte della Polizia sui mezzi immessi sul mercato come biciclette elettriche ma, grazie ad una modifica, possono essere considerati veri e propri ciclomotori.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Castellammare di Stabia, stamane, nell’ambito di predisposti servizi di prevenzione e controllo del territorio, con l’ausilio di personale specializzato dell’Ufficio Motorizzazione Civile di Napoli e Bari, hanno verificato le caratteristiche tecniche delle biciclette elettriche circolanti nella cittadina stabiese.
Sono state prese in esame nove biciclette a propulsione elettrica, di cui 6 sono risultate con le caratteristiche dei ciclomotori, per la presenza di un potenziometro funzionante indipendentemente  dall’azione dei pedali. Contravvenzionati i conducenti, tra cui due minori, uno dei quali figlio di un noto pregiudicato affiliato al clan dell’area stabiese, responsabili ai sensi del codice della strada di guida senza patente, mancanza del casco protettivo, mancata omologazione, assenza di targhino , assenza di assicurazione obbligatoria. I veicoli sono stati sottoposti a sequestro amministrativo ed affidati ai proprietari.

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Castellammare di Stabia

Clan Loreto-Ridosso, arriva la sentenza di Appello: condanna confermata per il consigliere De Iulio di Castellammare

Redazione Cronache della Campania

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Scafati. Estorsioni messe a segno da esponenti del clan Ridosso-Loreto: arrivano le condanne bis. Sostanzialmente confermate le pene inflitte con rito abbreviato in primo grado dai giudici della Corte di Appello di Salerno, nell’ambito del processo alla cosca di Scafati.
Lo sconto maggiore di pena è quello che è stato riservato a Gennaro Ridosso, condannato in primo grado ad 8 anni e dieci mesi, dovrà scontare 5 anni e 4 mesi, quattro in più rispetto a quelli chiesti per lui dal procuratore generale Pierina Consoli nel corso della requisitoria; sconto di dieci mesi di reclusione anche per Alfonso Morello, condannato in primo grado a sei anni e 10 mesi e ritenuto il cassiere e il riscossore dei proventi dell’usura per conto del clan Loreto-Ridosso, per Morello cade anche l’aggravante camorristica.
Luigi Ridosso, sei anni e 10 mesi in primo grado, ottiene la concessione delle attenuanti generiche e viene condannato a 5 anni e due mesi. A Romolo Ridosso, ritenuto uno dei promotori dell’associazione criminale che operava tra Scafati, Castellammare e Pompei, sono stati inflitti tre anni e sette mesi di reclusione a fronte dei 4 anni e dieci mesi del primo grado. Confermate per tutti gli altri le pene decise dal Gup di Salerno Emiliana Ascoli a gennaio scorso.
Tra questi quella del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Massimiliano De Iulio, eletto in una civica e sospeso per effetto della condanna a tre anni incassata in primo grado. Medesima pena era stata inflitta anche allo stabiese Carmine Di Vuolo.
Confermata la condanna a sei anni anche per il collaboratore di giustizia Alfonso Loreto.Il Gup Ascoli aveva invece rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, gli altri coimputati nel processo: Salvatore Ridosso, Francesco Sorrentino alias’o campagnuolo, Antonio Palma di Pompei, Michele Imparato di Boscoreale e Antonio Roma­no di Pompei.
Tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere, usura e estorsione, per aver fatto parte del clan operante a Scafati e nei comuni limitrofi tra il 2007 e il 2008.
A settembre del 2015 i capi della cosca Loreto-Ridosso erano finiti in manette, mentre i fiancheggiatori erano finiti poi a processo.
Dopo gli arresti, sia Alfonso Loreto che Romolo Ridosso avevano deciso di collaborare con la giustizia dando vita a nuovi filoni di inchiesta tra i quali quello del legame tra politici e camorristi che ha portato allo scioglimento del consiglio comune del Comune di Scafati.

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