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Avellino e Provincia

Tragedia sfiorata: banditi in azione

Antonio Esposito

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All’alba, tragedia sfiorata. Erano da poco passate le 6.30 di questa mattina, – sul raccordo autostradale Avellino-Salerno tre banditi sono entrati in azione all’uscita della galleria “Monte Pergola”, in prossimità dello svincolo di Solofra,  posto in cui erano stati posizionati chiodi sull’asfalto. Obiettivo dei malviventi, una Fiat Panda della Cosmopol, l’istituto di vigilanza e trasporto valori che ha sede ad Avellino.

I banditi . su due vetture, hanno avvicinato il blindato ed esploso alcuni colpi d’arma da fuoco. Provvidenziale l’operato dei vigilanti a bordo di un blindato dello stesso istituto, che seguiva quello finito nel mirino dei malviventi, che hanno sventato la rapina, speronando la Ford C Max.

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Avellino e Provincia

Faceva il medico legale senza aver mai conseguito la laurea: scoperto e denuciato

Redazione Cronache della Campania

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Esercitavano professioni mediche senza averne alcun titolo. Due persone sono state denunciate dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino che, in collaborazione con i militari del Nas di Salerno, hanno scoperto una falsa nutrizionista di 35 anni, residente ad Avellino, e un falso medico di 68 anni di Mugnano del Cardinale.In particolare G.d.l. classe 49 di Mugnano del cardinale in provincia di Avellino é stato denunciato dai carabinieri del Nas di Salerno ( coordinati dal maggiore Vincenzo Ferrara) per esercizio abusivo della professione. Faceva il medico ortopedico e medico legale da circa 40 anni senza aver mai conseguito la laurea.
Le indagini hanno fatto scattare due decreti della Procura di Avellino che ha disposto la perquisizione dei rispettivi studi medici nel corso delle quali sono stati sequestrati documenti e supporti informatici utili a dimostrare le ipotesi investigative.

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Avellino e Provincia

Truffa da oltre 100mila euro con le card prepagate per il carburante: 4 denunciati

Redazione Cronache della Campania

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E’ accusato di aver truffato per oltre 110 mila euro la stazione di servizio presso la quale da anni lavorava ad Avellino. Un 53enne, e i suoi tre tre complici di 28, 31 e 72 anni, sono stati denunciati dagli agenti della Questura di Avelino per ricettazione e truffa.
Il sistema escogitato per impossessarsi del denaro utilizzava le card prepagate che la societa’ petrolifera regala a per effettuare rifornimenti o riscuotere premi. In pratica, l’uomo riscuoteva in anticipo una percentuale in contanti dai suoi complici, caricando dai 100 a 200 euro le singole schede, una cinquantina intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari compiacenti, che venivano poi utilizzate nell’ambito dello stesso circuito di carburanti per rifornimenti di benzina.
La truffa e’ stata scoperta quando il titolare dell’impianto ha riscontrato una serie di irregolarita’ contabili e ammanchi che quotidianamente avvenivano, sempre durante il turno di servizio del dipendente, sulle ricariche in denaro effettuate sulle card prepagate. In casa e nelle auto degli indagati, gli agenti hanno trovato e sequestrato oltre 1.000 euro in contanti.

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Avellino e Provincia

Bus nel burrone ad Avellino, i parenti delle vittime protestano contro la società Autosdrade

Redazione Cronache della Campania

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Avellino. Chiedono la rimozione dei dirigenti della società Autostrade imputati nel processo che si sta celebrando davanti al giudice di Avellino, per la morte di 40 persone precipitate dal viadotto ‘Acqualonga’ dell’A16 Napoli-Canosa il 28 luglio del 2013. I familiari delle vittime hanno inscenato una protesta davanti al Tribunale di Avellino, dove è in corso un’udienza del processo in cui sono imputate 15 persone, accusate a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico. In particolare, i familiari contestano ad Autostrade per l’Italia spa la decisione di mantenere nell’organico della società funzionari e dirigenti indagati e chiedono di stringere i tempi del processo cominciato il 28 settembre del 2016 davanti al giudice monocratico, Luigi Buono. Secondo i parenti delle vittime le responsabilità per quella tragedia sono “chiare e chiamano direttamente in causa la società Autostrade, per la mancata manutenzione delle barriere poste a protezione del viadotto”. Su questo punto, la società Autostrade, attraverso tecnici e progettisti ascoltati come testi in udienza, ha sostenuto invece che “quelle barriere offrivano sufficienti garanzie di sicurezze e non andavano riqualificate o sostituite”.

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