Napoli http://www.booked.net
+18°C

Seguici sui Social

Italia

Strage di via D’Amelio: condannati boss di mafia e falsi pentiti

Redazione Cronache della Campania

Pubblicato

il




Una sentenza importante che ricostruisce e rimette al suo posto parte dei pezzi mancanti faticosamente e pazientemente raccolti dalla Procura di Caltanissetta, ma non e’ l’ultimo capitolo della tragica storia delle stragi del ’92. Con la condanna all’ergastolo dei boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e a 10 anni dei falsi pentiti Calogero Pulci e Francesco Andriotta si mette un punto su mandanti ed esecutori materiali dell’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta. Su boss finora impuniti, dunque e su chi si e’ spacciato per collaboratore di giustizia, accusando innocenti. Ma restano da scrivere ancora delle pagine, forse le piu’ complesse. Si intuisce gia’ dal dispositivo del verdetto e se ne avra’ la conferma leggendo le motivazioni della sentenza emessa stasera dalla corte d’assise di Caltanissetta dopo tre anni di dibattimento e dieci ore di camera di consiglio. Si intravede ad esempio dalla concessione a Vincenzo Scarantino, grande depistatore che ha accusato dell’eccidio otto innocenti in attesa del processo di revisione, di una particolare attenuante. Avrebbe mentito, accusando ingiustamente persone che con la strage non avevano nulla a che fare, perche’ indotto da qualcuno. Una apertura al tentativo delle parti civili costituite, il fratello del giudice Borsellino e due degli innocenti condannati, di dimostrare che dietro al depistaggio c’era un manovratore. La concessione dell’attenuante ha consentito a Scarantino di salvarsi dall’accusa di calunnia grazie alla prescrizione del reato. E poi c’e’ la decisione dei giudici di trasmettere alla Procura di Caltanissetta tutti i verbali delle udienze. Una mossa assolutamente insolita che puo’ avere una doppia interpretazione: l’input ai pm a valutare profili di falsa testimonianza in alcune deposizioni – al processo sono stati sentiti anche poliziotti e pm che indagarono – e di accertare l’esistenza di eventuali nuovi spunti di indagine. I magistrati saranno dunque costretti ad aprire un nuovo fascicolo, del tutto generico viste le indicazioni vaghe della corte, che si aggiungera’ alle altri inchieste gia’ in corso sugli aspetti ancora poco chiari della strage. Come quello sulla scomparsa dell’agenda rossa del giudice, mai ritrovata dopo l’attentato. “Non so se ci sara’ un altro processo, ma ci sono temi che devono essere ulteriormente sviluppati e l’esito del processo offre spunti per altri approfondimenti”, ha commentato, dopo il verdetto, il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone che era in aula insieme al pm Stefano Luciani. E’ stato Luciani, insieme all’aggiunto Gabriele Paci, a riaprire l’indagine sulla strage ricostruendo la verita’ sulla fase esecutiva su cui il suggello della Cassazione aveva messo la parola fine. Grazie ai pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina si e’ scoperto che il clan di Brancaccio aveva avuto un ruolo decisivo nel furto della 126 usata come autobomba. E nel giorno della sentenza, che segna un traguardo dopo 25 anni dall’attentato e undici processi gia’ celebrati per tre filoni di inchiesta, e’ soddisfatto anche il legale del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore a cui e’ stata riconosciuta una provvisionale di 300mila euro. L’avvocato Fabio Repici, protagonista di accesi scontri con la Procura, da lui accusata di non aver fatto abbastanza per scoprire le responsabilita’ istituzionali nel depistaggio, parla di un verdetto che rida’ dignita’ alla giustizia. 

Link Sponsorizzati

Attualità

Drogato alla guida investe un migrante e scappa: arrestato 22enne di Castel Volturno

Redazione Cronache della Campania

Pubblicato

il

Alla guida sotto l’ effetto di stupefacenti, ha investito con il furgone aziendale un pedone ed e’ fuggito, ma in poche ore i carabinieri lo hanno individuato e arrestato. L’ investimento e’ avvenuto a Castel Volturno, nel Casertano.
In manette e’ finito un 22 enne del luogo, Carmine Sacchetta, risultato positivo alla cocaina in seguito al test tossicologico. La vittima, un immigrato del Ghana 35 anni, e’ finito in ospedale con ferite gravi, ma non e’ in pericolo di vita.
L’ incidente e’ avvenuto ieri sera sulla statale Domiziana; il 22 enne era alla guida del “Fiat Doblo'” di proprieta’ della societa’ per cui lavora, quando ha investito l’ immigrato, che stava attraversando.
Testimoni lo poi hanno visto allontanarsi mentre il ghanese era sull’asfalto. Poche ore dopo i militari hanno identificato il 22enne e si sono recati a casa sua. Il giovane si e’ giustificato. “Non l’ho visto, poi ho avuto paura di perdere il lavoro e per questo sono scappato”.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto gli arresti domiciliari per Sacchetta, accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica, omissione di soccorso e lesioni gravi.

Continua a leggere

Attualità

Bindi: c’è mafia anche in Valle d’Aosta

Antonio Esposito

Pubblicato

il

“La Valle d’Aosta non è immune da insediamento mafioso che ha condizionato e continua a condizionare l’economia di questa terra e anche la politica e le scelte”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, dopo le audizioni tenute oggi ad Aosta. In regione c’è una “presenza significativa di famiglie della ‘ndrangheta”, ha aggiunto Bindi.

Continua a leggere

Attualità

Csm: Capomolla procuratore a Catanzaro

Antonio Esposito

Pubblicato

il

Il plenum del Csm ha nominato Vincenzo Capomolla nuovo procuratore aggiunto di Catanzaro. Il magistrato, attualmente in servizio come sostituto nella Dda, era stato designato all’unanimità dalla quinta commissione di Palazzo dei Marescialli.
Capomolla sarà il terzo aggiunto della Procura, affiancando Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto ed il procuratore, Nicola Gratteri.   Nei mesi scorsi il Ministero della Giustizia aveva approvato l’aumento della pianta organica della Procura di Catanzaro.
All’ufficio, così, sono stati assegnati otto nuovi pm, sei dei quali prenderanno servizio il 2 novembre. Da quella data, dunque, la Procura di Catanzaro potrà contare su 26 magistrati, il Procuratore, tre aggiunti e 26 sostituti. Restano da coprire altri due posti di sostituto procuratore previsti dalla nuova pianta organica e che saranno banditi a breve.

Continua a leggere

I più letti