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Attualità

Storica sentenza del Tribunale di Ivrea: usare il cellulare causa tumori

Sebastiano Vangone

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La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare”. E’, questo, il verdetto emesso dal giudice Luca Fadda del Tribunale di Ivrea con il quale l’INAIL viene condannata a pagare la rendita perpetua per il danno subito da un dipendente Telecom, ammalatosi di cancro per aver utilizzato il cellulare per 15 anni per più di 3 ore al giorno.

E’ la prima volta che un tribunale italiano riconosce in primo grado la causa oncogena nei campi elettromagnetici generati dal cellulare, nonostante la pericolosità fosse già stata riconosciuta nel 2011 dalla Iarc.

“Non voglio demonizzare l’uso del telefono cellulare ma per evitare quello che mi è successo bisogna saperlo utilizzare in modo corretto”, spiega Roberto Romeo, dipendente Telecom. “All’inizio pensavo di essermi preso un’infezione all’orecchio ma poi ho capito che la cosa era bene più grave”.

Dopo l’effetto “orecchio tappato”, nel 2010 è stato diagnosticato a Romeo il tumore, che gli ha causato la perdita dell’udito dall’orecchio destro.

Gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone – vincitori della causa – da tempo sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione sull’argomento. Donne in gravidanza e bambini sono più soggetti ai pericoli, facilmente evitabili con alcuni semplici accorgimenti come l’utilizzo degli auricolari.

La maggior difficoltà riscontrata dai due avvocati è stata relativa al fatto che non vi sono – ad oggi – studi scientifici che dimostrano l’effettiva pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni. Il Tribunale di Ivrea si è espresso in modo favorevole considerando che, viceversa, non esiste alcuno studio medico-scientifico che ne confermi la non pericolosità.

Ma la sentenza è andata anche oltre, come si legge in una nota del consulente Angelo Levis dell’Università di Padova:

“Sulla base dei criteri elencati nel preambolo delle monografie della Iarc, le emissioni a Rf/Mo dei telefoni mobili (cellulari e cordless) dovrebbero essere classificate nel gruppo 1 dei sicuri cancerogeni per l’uomo”.

La documentazione presentata fa riferimento a diversi studi condotti dai maggiori esperti nel settore, tra cui Lennart Hardell del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Orebro (Svezia). Secondo Levis, non vi sono dubbi sulla “esistenza di un rapporto causa-effetto tra esposizione abituale e per lungo tempo ai telefoni mobili e rischio – almeno raddoppiato e statisticamente significativo al 95% di probabilità – di tumori ipsilaterali alla testa: gliomi cerebrali, meningiomi e neurinomi acustici”.

Il danno biologico permanente del 23% riconosciuto a Roberto Romeo verrà risarcito con un’indennità di 500 euro al mese per tutta la vita.

(fonte hdblog.it)

 

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ATMjackpot : Un coltello,una chiavetta usb e il denaro dei Bancomat è servito VIDEO

Con un coltello e una chiavetta USB è possibile svuotare un bancomat in pochi secondi!

Sebastiano Vangone

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Da qualche tempo  ATMJackpot è diventato il malware dei sogni dei pirati informatici  , permette di rapinare un bancomat in pochissimi secondi con un coltello e una chiavetta usb.
Il malware inizialmente veniva venduto tramite uno shop illegale sul darkweb, ma dopo l’arresto del suo fondatore, gli autori hanno continuato a diffonderlo usando un sito Internet dedicato, con la formula del noleggio: 1.500 dollari (in Bitcoin) per ogni utilizzo.

E’ di una semplicità devastante perchè basta aprire il pannello frontale del Bancomat ,inserire la chiavetta USB con il malware e avviare il tutto.
Sul monitor del Bancomat appare una semplicissima interfaccia grafica che consente di prelevare tutti i soldi che si vogliono.Veramente incredibile!

Ma come è possibile?
Beh è semplice come riportato da Giulio Vada di G Data : Purtroppo la maggior parte dei Bancomat utilizza Windows XP, un sistema operativo obsoleto pieno di bug che vengono sfruttati per questo tipo di furti.
Inoltre i Bancomat stessi sono stati progettati per impedire l’accesso fisico alla cassa senza considerare di proteggere anche i componenti hardware del computer per cui qualsiasi Bancomat è vulnerabile a questo attacco e può essere svuotato in pochi secondi.

Ecco i video che gli stessi autori del malware usano per pubblicizzare il loro prodotto, come si può notare basta un semplice coltello e uno stick per inserire la chiavetta usb.

VIA  SECURITYINFO.IT

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Drogato alla guida investe un migrante e scappa: arrestato 22enne di Castel Volturno

Redazione Cronache della Campania

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Alla guida sotto l’ effetto di stupefacenti, ha investito con il furgone aziendale un pedone ed e’ fuggito, ma in poche ore i carabinieri lo hanno individuato e arrestato. L’ investimento e’ avvenuto a Castel Volturno, nel Casertano.
In manette e’ finito un 22 enne del luogo, Carmine Sacchetta, risultato positivo alla cocaina in seguito al test tossicologico. La vittima, un immigrato del Ghana 35 anni, e’ finito in ospedale con ferite gravi, ma non e’ in pericolo di vita.
L’ incidente e’ avvenuto ieri sera sulla statale Domiziana; il 22 enne era alla guida del “Fiat Doblo'” di proprieta’ della societa’ per cui lavora, quando ha investito l’ immigrato, che stava attraversando.
Testimoni lo poi hanno visto allontanarsi mentre il ghanese era sull’asfalto. Poche ore dopo i militari hanno identificato il 22enne e si sono recati a casa sua. Il giovane si e’ giustificato. “Non l’ho visto, poi ho avuto paura di perdere il lavoro e per questo sono scappato”.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto gli arresti domiciliari per Sacchetta, accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica, omissione di soccorso e lesioni gravi.

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Bindi: c’è mafia anche in Valle d’Aosta

Antonio Esposito

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“La Valle d’Aosta non è immune da insediamento mafioso che ha condizionato e continua a condizionare l’economia di questa terra e anche la politica e le scelte”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, dopo le audizioni tenute oggi ad Aosta. In regione c’è una “presenza significativa di famiglie della ‘ndrangheta”, ha aggiunto Bindi.

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