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Musica

Napoli, all’Arena Flegrea il “Noisy Naples Fest 2017”

Renato Pagano

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Un calendario di eventi, partendo dalla tradizione musicale partenopea a quella internazionale. E’ questo il ‘Noisy Naples Fest 2017′, in programma per la seconda stagione artistica dell’Etes Arena Flegrea di Napoli. Mario Floro Flores e’ direttore artistico e ideatore del progetto,che ha visto gia’ dell’estate scorsa una programmazione di 13 eventi, con nomi del calibro di Robert Plant, Diana Krall, Massive Attack o Pat Metheny. La nuova stagione partira’ dal mese prossimo e per tutta l’estate, con dodici date all’attivo: Harry Potter e la Pietra Filosofale in Cine-Concerto il 2 e 3 Giugno, Il Volo il 10 Giugno, Jarabe de Palo il 14 Luglio, Nek il 20 Luglio, Alvaro Soler il 22 Luglio, l’Opera Il Barbiere di Siviglia il 15-16 e 17 Settembre ed il Balletto Cenerentola il 23 e 24 Settembre in collaborazione con il Teatro di San Carlo e altro ancora da annunciare. “Generi musicali e spettacoli volutamente diversi, scelti per un’offerta trasversale ed unica, proprio come la citta’ di Napoli che ha alla base una storia ed una cultura musicale infinita, riconosciuta in tutto il mondo, ed in ogni angolo, dal Giappone alla California. Eppure la citta’ vive di contrasti, di un popolo gioioso, e rumoroso con garbo, tanto da trasformare in musica e in un festival i suoi umori”, come e’ scritto in una nota. “Il Noisy Naples Fest, e’ pronto a ricevere il trend di ascesa dei flussi turistici su Napoli, come meta turistica nazionale e internazionale, beneficiando e incoraggiando appieno questa congiuntura positiva”, si evidenzia ancora. “Quale occasione migliore per poter trascorrere una serata fantastica, vivere uno show in un luogo unico al mondo come Napoli quando i suoi mille culure sono esaltati dall’arrivo della bella stagione, e pensare poi di raggiungere con facilita’ mete di assoluta bellezza come la Costiera Amalfitana o Pompei, e perche’ no, fare un salto sulle nostre meravigliose Isole Capri, Ischia e Procida. Insomma, tutto concorre a rendere un’estate memorabile; tra musica, svago, tanto mare e cultura, questo vuole essere il Noisy Naples Fest, per l’Italia e per Tutti!” afferma Mario Floro Flores. Il Noisy Naples Fest e’ “una scommessa nata gia’ per essere vincente, frutto di passione e attenzione alle esigenze e richieste sia dei giovani, che del pubblico piu’ adulto. Determinante per programmare solo cio’ che piace, facendo del rumore della citta’ un marchio di fabbrica unico e irripetibile. Con il desiderio e la determinazione di conferire alla citta’ di Napoli l’appellativo che merita di Metropoli Europea, che stia al passo delle capitali mondiali del turismo, dei grandi Festival musicali internazionali, e che possa far godere del suo immenso potenziale”, conclude la nota.

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Musica

Elio e le storie tese: non vogliamo finire come i Ramones e la decisione di sciogliere la band

Regina Ada Scarico

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“Ormai siamo antiquariato e vogliamo fare altro. È il nostro limite. Ma, in questo caso, è la pura verità. Non è come l’altra volta. […] Nel 1988, ancora prima di diventare famosi facemmo un concerto d’addio, dopo solo sette anni di attività. Ma, in quel caso, si trattava dichiaratamente di un falso”.
Con queste parole Elio, al secolo Stefano Belisari, annuncia al Messaggero lo scioglimento del gruppo.
Il 19 dicembre la band si esibirà per l’ultimo concerto a Milano, poi “scadremo come la mozzarella, anche se sarà possibile consumarci ancora alcuni giorni dopo” – commentano con la loro ineguagliabile autoironia Elio, Cesareo e Faso a Le Iene.
Lo scioglimento di un caposaldo del Rock demenziale, in attività da oltre trent’anni, era nell’aria: “È importante capire quando dire basta e passare a qualcos’altro – spiega Elio – ci vuole l’intelligenza di capire di essere fuori dal tempo; youtuber, rapper, influencer, queste sono le persone che parlano ai giovani oggi. Non vogliamo finire come i Ramones. Al loro ultimo concerto provai una tristezza infinita. Non erano più loro e non voglio arrivare a quel punto”.


Fondato nel 1979 da Stefano Belisari, che si scelse il nome d’arte Elio, vene aggiunto al nome del gruppo “e le storie tese” da una strofa di un brano degli Skiantos. Il 12 febbraio 2016 è uscito il loro decimo e a questo punto ultimo album in studio, intitolato Figgatta de Blanc che contiene Vincere l’odio, la canzone che portarono al Sanremo di Carlo Conti dove si esibirono con il solito loro look estroso: una sera in omaggio ai Kiss, un’altra in stile anni Settanta. Ma hanno raggiunto il loro picco di popolarità negli anni Novanta, con la partecipazione a Mai dire gol e l’uscita di canzoni come Cara ti amo, Servi della gleba, Pippero e La Terra dei Cachi, che portarono al Festival di Sanremo nel 1996 in una delle esibizioni più famose della storia della kermesse canora made in Italy.
Gli Elio e le storie tese hanno da sempre accompagnato testi demenziali e assurdi a un eclettismo e a una tecnica musicale con pochi eguali nella musica pop italiana. Le loro canzoni sono spesso complesse nelle armonie, e non sono mai state omogenee nel genere: anche se molte si ispirano al progressive rock italiano degli anni Settanta.
Hanno fatto canzoni punk, rock, pop, liriche, jazz, metal.
La scelta di lasciarsi dopo un lungo matrimonio felice, non sarà stata presa a cuor leggero. Se è vero, com’è vero, che i giovani sono attratti da un altro tipo di “fruizione musicale”, attraverso altri canali mentre gli “Elii” sono forti dal vivo, è altrettanto vero che le pietre miliari non subiscono la corrosione del tempo e, magari, saranno proprio quegli altri canali di diffusione a divulgare il verbo e la nota di Elio e le storie tese, di generazione in generazione. Oltrepassando e forse insegnando a quanti dicono e scrivono di loro “cos’è un Do”. Una scelta coraggiosa ma soprattutto piena di dignità.

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Musica

Mogol presidente di giuria del Festival di Napoli New Generation 2017

Regina Ada Scarico

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Mogol, al secolo Giulio Rapetti, sarà il presidente di giuria della terza edizione del “Festival di Napoli 1952-1970 – Il Ritorno – New Generation 2017”, in programma al Teatro Politeama di Napoli giovedì 26 e venerdì 27 ottobre alle ore 20.30.
La kermesse, organizzata dall’Ania – Associazione Nazionale Italiana Artisti – si avvale della direzione artistica di Massimo Abbate, della direzione musicale di Lino Pariota e sarà condotta da Enzo Nicolò ed Emanuela Giordano.
I quarantadue giovani finalisti di questa edizione si esibiranno nel corso della prima serata. Nella seconda serata, il presidente di Giuria Mogol e la presidente dell’Associazione Jacqueline e Totò Savio, Jacqueline Schweitzer, saliranno sul palco e annunceranno i sedici artisti, da loro scelti, che si riesibiranno per l’assegnazione di tre borse di studio. Saranno assegnati inoltre il Premio della Critica e il Premio Totò Savio per il miglior autore. I vincitori delle tre borse di studio potranno frequentare gratuitamente il Corso di formazione professionale e artistico del CET di Mogol.

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Musica

Quartieri in Jazz in concerto a Palazzo Venezia

Regina Ada Scarico

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Dopo essere andati alla scoperta dei sapori, degli odori e dei suoni dei vigneti, con il Jazz in vigna, la band torna in città, per una nuova tappa del suo gemellaggio con i luoghi simbolo della cultura e della storia dell’urbe.
Il chitarrista napoletano dei Quartieri Spagnoli dopo il successo del primo disco ‘E strade cà portano a mare” (che ha entusiasmato così tanto il pubblico da essere ristampato), affronta una nuova sfida all’insegna della consapevolezza e della rivalutazione dell’identità partenopea, attraverso la fusione tra la napoletanità dei vicoli in cui vive l’artista, e il jazz manouche dei caposcuola come Reinhardt e Rosenberg, proseguendo così sulla strada del genere coniato: Neapolitan Gipsy Jazz.
Un disco ispirato al sentimento di “Unione e Ribellione” di quel settembre del ’43, dove i napoletani, senza distinzione di classe, imbracciarono le armi in una rivolta spontanea e scacciarono il nemico nazista. E come ieri, oggi spira in città una forte voglia di riscatto e cambiamento, ma oggi è necessario imbracciare le armi della cultura e cavalcare questa nuova “Rivoluzione Napoletana” partita dal basso, facendo “Resistenza Culturale”.
Nell’ambito del suo percorso artistico dall’ uscita del primo album (gennaio 2013) Mario Romano ha deciso di puntare sul gemellaggio con i luoghi simbolo del territorio e della valorizzazione culturale. Palazzo Venezia, Galleria Borbonica, Museo del Sottosuolo, Villa Pignatelli, Palazzo Zapata, Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, Casina Vanvitelliana e altri, sono alcuni dei siti che ospitano a rotazione i concerti di questo progetto, e che con costanza e tenacia, valorizzano l’arte e la cultura a 360 gradi.
A fare gli onori di casa nell’ottimo progetto grafico di Maria Dalmotto (presso la Full Heads) tra le meravigliose foto di Marina Sgamato, i commoventi scritti dell’avv. Enzo Sabatasso, amico d’infanzia già presente nel lavoro precedente, e lo scrittore partenopeo Luca Delgado, anch’egli impegnato nel #Riscetamento della città, regalandoci due pagine su “Le 4 giornate di Napoli”, ma soprattutto su di una “Quinta Giornata”, all’insegna della lotta e di un nuovo “Riscatto Napoletano”

PALAZZO VENEZIA – “Arte nell’Arte” è il tema ormai ricorrente dei concerti della Band Napoletana in giro per la città, un connubio che riscuote sempre più consenso da critica e pubblico, il quale viene proiettato con una musica che non viaggia solo in senso geografico, ma che esplora anche l’anima ed i sentimenti umani, in un’atmosfera magica e romantica all’interno della Casina Pompeiana di Palazzo Venezia, edificio storico situato a Spaccanapoli, che ha vissuto molte vicissitudini nel corso della sua vita, ed è la testimonianza di un insieme di relazioni politiche ed economiche che mettevano in risalto l’allora repubblica di Venezia con la città Napoli. L’edificio è oggi visitabile come appartamento storico offrendo anche mostre permanenti o temporanee di arti minori (presepi, porcellane, pitture ecc.). La location è quell’angolo di Napoli cui il filosofo Benedetto Croce, parlando di Palazzo Filomarino, ove egli abitava, fa ripetutamente cenno in quanto si trattava dell’edificio confinante. Croce lo chiama, appunto , il “Napoletano Palazzo di Venezia”. Di particolare interesse è il giardino pensile con la casetta pompeiana in cui si terrà il concerto, costruzione aggiunta in epoca neoclassica. Gli stessi giardini ospitano anche una piccola cappella denominata “Grotta della Madonnina”.

LA BAND – La chitarra manouche di Mario Romano sarà validamente supportata da quella di Gianluca Capurro alla chitarra classica e Dario Franco al basso. Oltre ai nuovi brani la band eseguirà anche degli evergreen del loro repertorio.

FORMULA DELLA SERATA

La serata prevede un aperitivo di benvenuto, a seguire il concerto ed infine una visita guidata del Palazzo riportato in vita dall’ impegno di Gennaro Buccino.
Il contributo organizzativo è di 15 euro.
Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 340 489 38 36 e/o scrivere a: quartierijazz@live.it

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