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Salerno e Provincia

“Cilento Sport Festival”, anteprima con il volley dal 23 al 25 aprile

Renato Pagano

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Comunicato Stampa.Le Olimpiadi dello sport giovanile tornano a sud della provincia di Salerno con la seconda edizione del “Cilento Sport Festival”, evento sportivo che abbraccerà i territori di Agropoli, Torchiara, Castellabate,  Montecorice e Pollica dal 23 al 25 aprile e dal 29 aprile al 1 maggio.

La kermesse sportiva porta la firma dell’associazione sportiva Sud Eventi, con il sostegno dello sponsor tecnico Legea e con la collaborazione delle varie associazioni sportive locali.

Si parte in questo weekend, dal 23 al 25 aprile, con un’anteprima dedicata al Volley femminile . Il torneo, riservato esclusivamente alle categorie Under 13, Under 14 e Under 16, vedrà il contributo organizzativo dell’A.S. Volley Agropoli. A ospitare le giovani pallavoliste, provenienti da diverse regioni italiane, sarà il PalaGreen di Agropoli. Le fasi preliminari andranno in scena nelle giornate di domenica e lunedì, mentre martedì si disputeranno le varie finali di categoria.

“Con il Cilento Sport Festival apriamo ufficialmente la stagione degli eventi sportivi in un territorio bellissimo, diventato sempre di più un attrattore per le società che scelgono di prendere parte ai nostri tornei. – sottolinea Nello Malafronte, presidente della Sud Eventi – Quest’anno abbiamo deciso, inoltre, di spalmare gli appuntamenti in due weekend così da offrire una vetrina ancora più importante alla manifestazione”.

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Campania

Battipaglia, clonava carte di credito dai siti di scommesse on line: denunciato

Redazione Cronache della Campania

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Questa mattina, personale della Polizia di Stato appartenente al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, nell’ambito dell’attività investigativa scaturita dalla denuncia per
truffa ed indebito utilizzo di carta di credito sporta da una donna sessantenne presso il Commissariato di Chiavari, ha individuato l’autore del reato, tale T. S. D., cittadino di
nazionalità rumena di 33 anni, ritenuto responsabile del reato.
La vittima, titolare di un conto giochi online con una società di scommesse sportive, nel verificare il proprio estratto conto, appurava che erano stati eseguiti numerosi prelievi fraudolenti per oltre duemila euro.
Dai primi accertamenti, i poliziotti sono risaliti ad un conto giochi intestato ad una persona di Battipaglia, su cui transitavano le somme concernenti i prelievi fraudolenti effettuati dal conto gioco della denunciante, che venivano in seguito accreditate su carta postepay evolution intestata a T.S.D., il quale registra a suo carico oltre 80 segnalazioni per fatti analoghi. Il rumeno, pertanto, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di truffa, frode informatica e detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici o telematici.

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Cronaca Nera

”Siamo del clan Galasso-Fontanella, se non pagate saltate in aria”, 4 arresti e 5 indagati per il pizzo sui cantieri

Redazione Cronache della Campania

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Convincevano le vittime, per lo più imprenditori edili ed immobiliari, a pagare il ‘pizzo’ dichiarando di essere esponenti della camorra e utilizzando bombe e armi. Quattro persone, di Angri, di Castellammare e di Sant’Antonio Abate, sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, supportati dai militari di Castellammare di Stabia e di Torre Annunziata, perchè ritenute responsabili di concorso in estorsioni, tentate e consumate, aggravate dal metodo mafioso.
In carcere sono finiti Marzio Galasso, 54 anni di Sant’Antonio Abate ma residente ad Angri e Aniello Bruno, 49 anni di Angri. Ai domiciliari invece sono finiti Aldo Fluido Esposito, 58 anni di Castellammare ma residente a Pompei e Giovanni Galasso, di 30 anni figlio di di Marzio.
L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, avviata nel febbraio dello scorso anno, in seguito all’esplosione di un ordigno in un cantiere edile di Sant’Egidio del Monte Albino, dove stava sorgendo un centro medico polispecialistico.
Alla base dell’atto intimidatorio, secondo gli investigatori, vi sarebbe, in danno sia dell’impresa esecutrice dei lavori, sia dell’imprenditore committente, una richiesta estorsiva,(per una somma complessiva ammontante a circa 100.000 euro) anticipata da ‘visite’ che gli indagati, armati di pistole, facevano nei luoghi di lavoro.
“Siamo del clan Galasso-Fontanella e se non pagate saltate in aria”,  minacciavano. Nel mirino – e’ stato accertato in venti mesi di indagine – anche altre due imprese di costruzione, impegnate ad Angri, nella costruzione di un cavalcavia ferroviario.
Altri cinque complici invece sono stati denunciati in stato di libertà. Si tratta di M. L. di 54 anni di Sant’Antonio Abate, P. G. di 41 anni di Angri, G. M. di 60 anni di Angri, A. N. di 56 anni di Castel San Giorgio e infine V.C. di 69 anni di Angri.

Rosaria Federico

@riproduzione riservata

 

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Cronaca Giudiziaria

Acquistavano droga nel Vesuviano e la rivendevano a Nocera e Pagani: sei condanne

Redazione Cronache della Campania

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Insospettabili, alcuni incensurati, eppure avevano creato un vero e proprio sistema di spaccio che abbracciava i comuni tra Nocera e Pagani. Una zona senza riferimenti, vuota, che doveva essere colmata. I giovani acquistavano la droga nei vesuviani e la spacciavano nelle città salernitana.
Nei giorni scorsi sei di loro sono stati condannati, tra patteggiamenti e riti abbreviati, davanti al giudice per le indagini preliminari. La pena più alta è stata commisurata al 21enne Marcello Radice, considerato il punto di riferimento, condannato a 8 anni e 8 mesi di reclusione.
A seguire 5 anni e 4 mesi per Giovanni Marino, 1 anno e 4 mesi per Rosario Manzo, 1 anno per Massimo Naclerio, 1 anno per Giuseppe D’Orio e 4 anni e 4 mesi per Luigi Sorrentino. Le prime attività investigative partirono a luglio del 2016 quando i militari dell’ arma trovano nel garage di Alfonso Zucca due chili di hashish.
Attraverso pedinamenti gli inquirenti giunsero ad effettuare tredici sequestri di droga molto rilevanti, uno di questi destinato al nord, in Veneto, mentre stava per partire in autostrada. Molti imputati sono stati assolti, alcuni hanno scelto di patteggiare. Tra gli indagati non vi era alcun vincolo associativo, ma solo il bisogno di fare soldi attraverso lo spaccio.

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