C’è un ragazzino 20enne di Scampia che veste l’azzurro dell’ Italia

Questa è una storia bella che merita di essere raccontata per tanti motivi. Uno dei tanti è che l’impegno, il coraggio e la determinazione premiano sempre. Ed è la storia di Mandragora che dai campetti di periferia del quartiere di Scampia, noto per le pagine di cronaca, si trova ad affrontare uno stage con la nazionale di calcio italiana. Infatti Giampiero Ventura lo ha convocato nello stage riservato ai giovani talenti.

Rolando Mandragora è nato nel 1997, nella sua famiglia si mastica pane e pallone, il suo papà è da sempre allenatore di base con i ragazzini, suo zio è un allenatore professionista, i suoi cugini giocano a calcio a 5. Rolandino ha girato mezza Italia, faceva provini a destra e a manca. Gli dicevano che era bravo ma nessuno lo tesserava fin quando non è arrivata una telefonata speciale e inaspettata: quella del Genoa. Rolandino aveva 14 anni, ancora bambino ma parte alla volta della Liguria ad ottocento chilometri da casa. Lì diventa un pilastro. Centrocampista centrale, capitano della squadra giovanile. Gasperini lo convoca in prima squadra, facendolo debuttare contro la Juventus con il compito di marcare Pogba. Fa il suo lavoro, si fa sentire in campo e viene convocato in nazionale. Il Genoa lo cede in prestito al Pescara che disputa la Serie B, centra la promozione in A con Oddo. Il suo cartellino poi viene acquistato dalla squadra più titolata d’Italia. A tre giornate dalla fine del campionato, però, ha un brutto infortunio: una frattura al piede destro che gli costringe a stare fermo per mesi. Adesso è tornato in forma e si allena con campioni di spessore come Buffon ed Higuain, in attesa di indossare i colori bianconeri in una gara ufficiale. Mister Ventura ha puntato gli occhi su di lui e l’ha convocato a Coverciano nello stage riservato ai giocatori emergenti. Rolando Mandragora è il simbolo della forza di volontà e del sacrificio che deve sempre unirsi al talento. Non ha avuto paura, a suo tempo, di lasciare casa, gli amici, le sicurezze ed è riuscito ad imporsi per spiccare il volo verso la nazionale e una delle squadre più importanti di Europa.

Questa storia ci fa riflettere molto ed inevitabilmente si pensa ai settori giovanili delle squadre Campane che disputano campionati professionistici (non sono poche ndr), ma soprattutto al Settore Giovanile del Napoli che lascia scappare questi talenti che rappresentano potenziali per il futuro di un Club. Non riesce ad intercettarli o forse non vuole farlo. Il Napoli non investe veramente sui napoletani, non come dovrebbe almeno.

Per una volta Scampia sarà orgogliosa di un ragazzo della sua terra, un suo figlio, che ha tutte le carte in regola per far parlare del suo talento sportivo.

Emilio D’Averio

Renato Pagano
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