Camorra a Pianura, la lunga scia di sangue cominciata con l’agguato al boss Pasquale Pesce: 5 omicidi, 8 feriti e 12 attentati

E’ stato l’agguato e il conseguente ferimento del boss Pasquale Pesce ‘e bianchina avvenuto l’11 marzo del 2013 a scatenare l’ultima e sanguinosa faida a Pianura tra gli esponenti del clan Pesce-Marfella e gli “scissionisti” dei Mele. Dall’ordinanza di custodia cautelare del mese scorso contro una trentina di affiliati dei due clan firmata dal gip Tommaso Perrella. Sono infatti ben 25 gli episodi di sangue in tre anni con 5 omicidi, otto ferimenti e 12 attentati. Una scia di sangue lunghissima che ha creato un vero e proprio clima di terrore tra gli abitanti di Pianura. La scia, come detto, comincia con il ferimento di Pasquale Pesce ‘e bianchiana che viene ferito a un piede da un colpo di pistola esposi da due sicari in moto mentre stava tornando a casa. Ecco l’improbabile ricostruzione dell’agguato fatta dallo stesso boss subito dopo il ferimento.
” … omissis … Mi trovavo a circa 10 metri da casa mia quando ho visto arrivare una persona a piedi che indossava un casco integrale nero, una tuta nera. . .. omissis … Posso dire che aveva la mia altezza, io sono alto un metro e settantacinque e la mia corporature quindi media, non sono riuscito a notare altro anche perché ho visto che si portava la mano a fianchi e visto che compiva il movimento di estrazione di una pistole e mi sono messo a correre immediatamente, rifugiandomi in un officina che si trovava a circa 10 metri, ho sentito sparare più di tre quattro colpi, sono entrato nell’officina dove erano presenti un paio di auto, non era presente nessuno, ma la porta era aperta, sono uscito subito dopo sentendomi in trappola perché era un luogo chiuso …. omissis … all’interno dell’officina ho sentito sparare, sono uscito e mi sono rimesso a correre verso il Piazzale, solo ·quando sono arrivato vicino alle altre palazzine ho sentito dolore al piede destro, e solo allora mi sono accorto che ero stato colpito.. omissìs .. Sono ritornato verso la palazzzina dove abito, ho chiamato mio nipote Carillo Antonio figlio di mia sorella Pesce Antonietta, che mi ha soccorso e mi ha portato in ospedale con una Ford Fiesta chiesta in prestito nel mi oRione … omissis … Non vi so dire come la persona che mi ha sparato si sia allontanata, ritengo che sia andato via a piedi”.
Ma che il boss non dicesse la verità viene confermata dalla successiva perquisizione fatta dagli investigatori presso ls sua abitazione nel corso della quale viene trovato un giubbotto antiproiettile. da quella data l’escalation criminale per le strade di Pianura non conosce soste. Ecco la ricostruzione dettagliata fatta dal gip
1) in data 4 maggio 2013 veniva ferito Bruno Alfonso, affiliato al clan Marfella-Pesce;
2) in data 28 maggio 2013 veniva assassinato Di Fusco Fosco, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti scarcerato nel 2013 il quale, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato ucciso da affiliati al clan Mele per essersi rifiutato di pagare la tangente per poter spacciare nel quartiere di Pianura. Tale deduzione si fonda essenzialmente sulle dichiarazioni rese da Delfino Giuseppina (madre di Birra Vincenzo, organico al Clan Mele, parimenti assassinato il 14.7.13), la quale indicava proprio nel figlio l’autore materiale dell’omicidio del Di Fusco, dopo essersi avvicinato a Calone Antonio, Arillo Vincenzo, i fratelli Giuseppe e Salvatore Mele, Bellofiore Antonio, Aversano Luigi
3) in data 25 luglio 2013  Marfella Salvatore (all’epoca reggente del Clan Marfella) subiva un attentato;
4) in data 2 agosto 2013 avveniva il tentato omicidio di Bellofiore Antonio detto “Tonino 38”, (nipote di Bellofiore Antonio cl. 1965, affiliato al gruppo Mele);
5) in data 7 agosto 2013, avveniva l’omicidio di Aversano Luigi, affiliato al gruppo Mele
6) in data 3 ottobre 2013 avveniva il tentato omicidio di Bellofiore Antonio detto “Tonino 38” e del padre Gennaro, ritenuti vicini ai fratelli Mele;
7) in data 13 ottobre 2013 aveva luogo l’esplosione di bombe carta alla via Evangelista Torricelli (roccaforte del Clan Pesce-Maarfella) e, la sera stessa, l’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco in via Colantonio di Fiore, all’indirizzo dell’abitazione di Raffaele Dello Iacolo, contiguo in quel periodo al Clan Mele;
8) in data 24 dicembre 2013 veniva ferito Foglia Giuseppe, affiliato di lungo corso del clan Marfella-Pesce;
9) in data 29 agosto 2014 avveniva l’omicidio di Mele Luigi cl. 80, affiliato al gruppo Mele;
10) in data 16 ottobre 2014 si verificava il tentato omicidio di Orefice Fabio, genero di Bellofiore Antonio (cl. 1965), affiliato al clan Mele;
11) in data 22 ottobre 2014, in via Luigi Santamaria, venivano esplosi numerosi colpi di arma da fuoco (cal. 7,62 x 39 -AK 47-) contro l’abitazione di Orefice Fabio;
12) in data 12 dicembre 2014, nella tarda serata, Orefice Fabio ed un altro soggetto, non identificato, esplodevano diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione del pregiudicato sottoposto al regime degli arresti domiciliari Bruno Angelo
13) in data 23 dicembre 2014 venivano esplosi nuovamente colpi di arma da fuoco contro l’abitazione di Bellofiore Rosaria, moglie di Orefice Fabio: ebbene, in relazione a tale ultimo episodio, a quello del 22.10.14 e ad altre vicende delittuose in data 10.7.15 veniva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli ordinanza di custodiaca cautelare, confermata dal Tribunale della libertà- nei confronti di Pesce Pasquale, Marfella Salvatore, Foglia Giuseppe, Bracale Emanuele, Fumo Paolo Rosario
14) in data 8/12/2015 il citato Romano Salvatore (alias “muoll muoll”), ritenuto dagli inquirenti attuale “reggente” del Gruppo Mele, veniva ferito da colpi d’arma da fuoco nei pressi della propria abitazione sita in via Grottole;
15) in data 19/3/2016 le telecamere di sorveglianza di un supermercato riprendevano un soggetto col volto travisato puntare un’arma contro Bruno Alfonso, Bellofiore Giovanni, Foglia Vincenzo e Schiano Salvatore; l’arma fortuntamente sì inceppava, sicché i 4 quattro riuscivano a scappare
16)  in data 22/3/2016 alcuni soggetti, nel transitare in sella scooter in via dell’Avvenire (ove al civico n. Il risiede Sorrentino Lucia, nipote di Romano Salvatore) esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco in aria; intercettati dalla polizia gli stessi venivano inseguiti e, a seguìto di conflitto a fuoco, gli operanti riuscivano ad arrestare il pregiudicato Spina Nunzio;
17)  in data 19/6/2016 Bellofiore Giovanni (scampato al predecente agguato del 19.3.16) veniva attinto da colpi d’arma da fuoco;
18) in data 1617/2016 un rudimentale ordigno esplodeva in via Cannavino (zona notoriamente ad appannaggio del clan Pesce/Marfella) provocando danni alle auto in sosta;
19) in data 18/7/2016 venivano incendiate n. 4 autovetture in Via Alfredo Capelli (proseguimento di Via Cannavino);
20) in data 119/2016 la polizia giudiziaria disinnescava una bomba all’interno del parco di via Grottole 5, ove risulta abitare Romano Salvatore;
21)  in data 29.9.16, alcuni soggetti in sella a diverse moto (tra le quali un’Aprilia Dorsoduro) tentavano di irrompere all’interno di un negozio di barbiere ubicato al Corso Duca D’Aosta n. 40, al cui interno v’era Maffei Franco (cognato di Romano Enzo, fratellastro di Marfella Salvatore); i predetti soggetti, dopo aver sfondato il vetro della porta chiusa dell’attività e  profferito minacce ed insulti ali ‘indirizzo del predetto Maffei, desistevano peraltro dalle proprie intenzioni in ragione della presenza di un agente di Polizia; poco dopo una pattuglia del Commissariato P.S. Pianura, in sosta al Corso Duca D’Aosta, notava transitare ad alta velocità e
contro il normale senso di marcia, diverse motociclette, con capofila un’Aprilia Dorsoduro condotta da Romano Salvatore:
22) in data 10.12.16 personale del Commissariato P.S. Pianura interveniva presso l’abitazione di Romano Salvatore (sita in Via Grottole n. 5) per segnalazione di colpi d’arma da fuoco; giunti sul posto gli operanti accertavano la veridicità della predetta notizia, repertando n. 8 bossoli, n.2 ogive ed una carica di lancio per fucile. Nel corso dell’interrogatorio, il Romano dichiarava che, pochi minuti prima, mentre si trovava nei pressi della propria abitazione unitamente a Vanacore Antonio ed Esposito Pasquale, aveva notato alcuni soggetti in sella ad alcuni scooter i quali, accelerando improvvisamente, avevano puntato verso di loro, al che egli si era rifugiato in casa unitamente agli amici, udendo immediatamente dopo l’esplosione di una serie di colpi d’arma da fuoco; la visione del filmato registrato dalle telecamere di sorveglianza di una vicina abitazione confermava l’ingresso di tre scooter con in sella sei soggetti non meglio identificati, alcuni dei quali, discesi dai mezzi ed imbracciando fucili e pistole, esplodevano colpi d’arma da fuoco per poi scappare;
23) in data 11.12.16 alcuni soggetti coi volti travisati, armati di pistole e mazze da baseball, facevano irruzione nella sala giochi in Via Campanile n. 37, imponendo al gestore la chiusura della predetta attività commerciale, sostenendo che “a Pianura adesso c’erano loro” e che avrebbero messo “il pesce in bocca ai Giulietta”, soprannome con i quali vengono generalmente appellati i germani
Mele Giuseppe e Salvatore;
24) in pari data soggetti rimasti ignoti, muniti di mazze da baseball, pentravano all’interno dell’abitazione di Sorrentino Lucia (nipote di Romano Salvatore), pestando violetemente la stessa e la sua convivente Conte Teresa.
25) il 13 dicembre 2016 viene ucciso Raffaele Pisa

Antonio Esposito

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