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Caserta e Provincia

Banconote false, scoperta la ‘banda degli onesti’: arrestate 17 persone in provincia di Napoli

Redazione Cronache della Campania

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Banconote contraffatte: sgominata la ‘banda degli onesti’. Diciannove persone indagate per effetto di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nord e eseguita dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli e il Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma. Sei le persone finite in carcere, undici ai domiciliari e due obblighi di dimora per i 19 indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di banconote contraffatte.
L’operazione di oggi trae origine da un’articolata attività di indagine iniziata nel 2015 e condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli e Roma in relazione ad una estesa rete di falsari dediti alla produzione ed alla capillare distribuzione e immissione nel mercato di ingentissimi quantitativi di banconote falsificate con classi di contraffazione riconosciute dalla Banca Centrale Europa tra i più diffusi e insidiosi d’Europa. Banconote appartenenti alla stessa classe di contraffazione sono state oggetto di numerosi sequestri in Francia, Germania, Austria e Bulgaria.
Al vertice dell’organizzazione criminale un uomo di anni 40 (già condannato in via definitiva per analoghi fatti commessi nel 2009 e arrestato nel 2012 all’interno di una nuova stamperia di banconote ubicata in Vitulazio) il quale, seppure sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, continuava ad avere frequenti rapporti con persone dotate di specifiche competenze nella contraffazione di banconote o nelle più sofisticate tecniche di stampa o, comunque, in grado di fornire macchinari tipografici e stampanti digitali professionali. A lui, dunque, sulla base delle indagini effettuate, va riconosciuto un assoluto ruolo “manageriale” nell’associazione: a lui era affidata l’individuazione dei sodali, di instaurare e definire i rapporti con terzi per l’acquisto dei materiali di consumo e l’attrezzatura per avviare il processo di stampa, nonché, quello di selezionare e definire le intese con i “committenti” delle partite prodotte di banconote euro false. L’uomo, uno stampatore di Casapesenna, in provincia di Caserta – proprio in virtù della sua esperienza professionale – si occupava di reperire le attrezzature tecniche per la stampa delle banconote. Una vera e proprio ‘banda degli onesti’ quella scoperta dalla guardia di finanza che nel corso delle indagini ha individuato due stamperie clandestine destinate alla produzione di valuta falsa, ubicati, il primo, a Frattaminore (in data 2 luglio 2015) e il secondo a Casavatore (in data 19 luglio 2016); ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di 11 persone. Ha portato a vari sequestri di banconote contraffatte per un valore nominale complessivo di oltre 11 milioni di euro, tra cui i primi sequestri in territorio nazionale ed europeo delle nuove banconote da 1O € e 20 € della “Serie Europa”. Gli approfondimenti investigativi hanno altresì consentito di ricostruire gli assetti organizzativi dei soggetti coinvolti, le gerarchie interne, le soluzioni tecniche adottare, i collegamenti ed il modus operandi per la produzione, lo stoccaggio e l’immissione nella rete distributiva della valuta falsa nonché hanno permesso di individuare i grossisti dediti alla compravendita di banconote contraffatte ed alla loro immissione nel mercato italiano ed europeo.
La Guardia di Finanza e’ riuscita ad individuare con precisione tutti i passaggi che i capi della banda facevano per restare anonimi ma riuscendo a smerciare milioni di euro. I compratori, quasi tutti del centro Europa, arrivavano a Napoli e prendevano in prova un pacco da qualche migliaio di euro per poterlo esaminare e poi smerciare. Infine l’acquisto e la spedizione via posta.

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Attualità

Drogato alla guida investe un migrante e scappa: arrestato 22enne di Castel Volturno

Redazione Cronache della Campania

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Alla guida sotto l’ effetto di stupefacenti, ha investito con il furgone aziendale un pedone ed e’ fuggito, ma in poche ore i carabinieri lo hanno individuato e arrestato. L’ investimento e’ avvenuto a Castel Volturno, nel Casertano.
In manette e’ finito un 22 enne del luogo, Carmine Sacchetta, risultato positivo alla cocaina in seguito al test tossicologico. La vittima, un immigrato del Ghana 35 anni, e’ finito in ospedale con ferite gravi, ma non e’ in pericolo di vita.
L’ incidente e’ avvenuto ieri sera sulla statale Domiziana; il 22 enne era alla guida del “Fiat Doblo'” di proprieta’ della societa’ per cui lavora, quando ha investito l’ immigrato, che stava attraversando.
Testimoni lo poi hanno visto allontanarsi mentre il ghanese era sull’asfalto. Poche ore dopo i militari hanno identificato il 22enne e si sono recati a casa sua. Il giovane si e’ giustificato. “Non l’ho visto, poi ho avuto paura di perdere il lavoro e per questo sono scappato”.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto gli arresti domiciliari per Sacchetta, accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica, omissione di soccorso e lesioni gravi.

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Campania

Stalking nei confronti della ex, ai domiciliari 53enne di san Cipriano d’Aversa

Redazione Cronache della Campania

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Agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del tribunale di Napoli nord, un uomo di cinquantatré anni di San Cipriano d’Aversa con l’accusa di stalking commesso nei confronti della ex quarantatreenne, residente a Casal di Principe, che per colpa del comportamento dell’uomo è stata costretta anche a lasciare il lavoro.
Pedinamenti, percosse, minacce via telefono, e foto equivoche postate sui social network pur di colpirla e screditarla per il solo “errore” di averlo lasciato, ad agosto scorso, dopo 14 anni di relazione.
Da allora gli atti persecutori dell’ex compagno a cui hanno fatto seguito diverse denunce, l’ultima a inizio settembre.
I carabinieri della stazione di San Cipriano, dipendenti dalla Compagnia di Casal di Principe, hanno intensificato le indagini man mano che la condotta dell’uomo appariva più pressante fino ad accertare che l’uomo morbosamente geloso e possessivo, incapace di accettare la realtà, abbia perseguitato la ex inviandole numerosi messaggi di minacce, l’abbia seguita e pedinata a lavoro, creandole imbarazzo, e costringendola a licenziarsi.
Inoltre l’uomo ha creato un falso profilo social postandovi una foto equivoca della ex e invitando gli utenti a contattarla e incontrarla.
In un’altra circostanza, il 27 settembre scorso, mentre la donna era a lavoro, il cinquantatreenne le ha bucato le gomme dell’autovettura con un punteruolo. I militari sono riusciti ad individuarlo grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e dopo aver scoperto nella sua abitazione l’arma e il casco usati, così come i vestiti indossati durante il danneggiamento.

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Campania

Arrestato il rapinatore seriale di bar e distributori di benzina del Casertano

Redazione Cronache della Campania

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Stamane i Carabinieri della Stazione di Cancello ed Arnone hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di un ventitreenne di Casal di Principe, ritenuto responsabile di “rapina aggravata “.
Il 10 marzo 2017, alle ore 20:50 circa, veniva perpetrata una rapina al Bar “II Fortino” di Cancello ed Arnone  durante la quale due soggetti, con il volto travisato, minacciando la dipendente ed i clienti con una pistola e con un coltello, asportavano la somma di 200 euro circa dandosi poi alla fuga a bordo di una Fiat Panda di colore bianco priva di targa.
Nel corso dell’attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Cancello ed Arnone, con l’ausilio dei militari del Nucleo Operativo di Casal di Principe, notavano numerose analogie con la rapina commessa il 12 marzo 2017 al distributore “Rufini” di Giugliano in Campania e per la quale personale del locale Commissariato di PS aveva proceduto al fermo di due soggetti di Casal di Principe.
L’autovettura utilizzata in quest’ultimo episodio delittuoso, infatti, era proprio una FIAT Panda di colore bianco risultata in uso ad uno dei rapinatori e dotata di sistema di localizzazione gps, installato a fini assicurativi.
L’analisi del tracciato del dispositivo gps, che confermava la perfetta coincidenza delle posizioni dell’autovettura con l’orario e il luogo della rapina di Cancello ed Arnone , la visione dei filmati di videosorveglianza che permettevano di riscontrare una forte analogia tra le caratteristiche somatiche degli autori della rapina del 10 marzo 2017 con quelli della rapina al distributore “Rufini”, nonché lo studio delle celle d’aggancio dell’utenza cellulare in uso ad uno dei rapinatori che ne confermavano la presenza sul luogo del reato, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato e a giungere all’emissione del provvedimento eseguito nella mattina odierna.

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