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Cronaca

Arrestato in barca a Civitavecchia “El Ruso” il braccio destro del nuovo Escobar

Redazione Cronache della Campania

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Lo aspettavano sulla banchina del porto romano, allo sbarco della motonave proveniente da Barcellona. Ma appena approdato in Italia, è stato arrestato dal Gico della Guardia di Finanza di Brescia, con il supporto dei colleghi di Civitavecchia, il latitante Niemeier Rizvanovic Miro, alias ”El Ruso” 36enne cittadino tedesco, nato in Bosnia Erzegovina nel febbraio del 1981, elemento di spicco del ”Clan Usaga” o ”Clan del Golfo”, la più potente organizzazione criminale colombiana dedita principalmente al traffico di stupefacenti, al racket delle estorsioni, al riciclaggio di denaro sporco, alle rapine, con ramificazioni non solo in Sudamerica, ma anche oltre oceano. L’uomo, uno dei più importanti latitanti del Sud America, evaso in Colombia nel corso del 2016 dove dimorava da alcuni anni, era ricercato a livello internazionale per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti ed era segnalato come uno dei collaboratori fidati del leader dell’organizzazione, tale ”Otoniel”, anch’egli ricercato dalle Autorità statunitensi e da quelle colombiane. Il ruolo di Rizvanovic era quello di gestione delle finanze e dei traffici del clan sulle rotte Sud America/ Stati Uniti/Europa ed immissione degli stupefacenti anche in Italia. La cattura è stato il risultato della collaborazione interforze tra gli Attori istituzionali coinvolti, sia a livello nazionale che internazionale. Sul campo infatti hanno operato le unità operative della Guardia di Finanza del Nucleo di polizia tributaria di Brescia, della Compagnia di Civitavecchia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Brescia nell’ambito dell’operazione ”Porte Franche”. Inoltre, è stato determinante anche il supporto e il coordinamento da parte del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (Dcsa). 

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Cronaca Nera

Agguato di camorra in provincia: ferito il figlio del boss e la compagna

Redazione Cronache della Campania

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A Crispano, nel Napoletano, in via provinciale Fratta, feriti a colpi d’arma da fuoco Gioacchino Cennamo, 36 anni, figlio del defunto capo clan Antonio, e la compagna 35enne, Angela Capasso. Cennamo, raggiunto da schegge, ha riportato ferite di poco conto.
La donna invece e’ sotto intervento chirurgico all’ospedale di Frattamaggiore ma non versa in pericolo di vita. Indagini dei carabinieri.In due, in sella a uno scooter, hanno fatto fuoco contro l’auto sulla quale era alla guida Gioacchino Cennamo, colpito da schegge.
Angela Capasso invece e’ stata raggiunta da un proiettile al bacino.

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Cronaca Nera

Napoli, detenuto tenta il suicidio nel carcere di Poggioreale: salvato dagli agenti

Redazione Cronache della Campania

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Napoli, 19 OTT – Un detenuto straniero romeno di 27 anni, che ha tentato il suicidio in una cella del carcere di Poggioreale, a Napoli, e’ stato messo in salvo grazie all’intervento di due agenti della Polizia Penitenziaria.
Lo rende noto Ciro Auricchio, segreterio regionale dell’Uspp. Il tentativo di suicidio e’ avvenuto nel reparto Livorno, nella sezione psichiatrica. “A seguito della chiusura degli OPG – commenta Auricchio – sono troppi i detenuti da gestire nelle sezioni psichiatriche delle carceri e pochi gli strumenti di sostegno terapeutico per questi soggetti”.
“Nonostante la scarsita’ di risorse – conclude Auricchio – il personale di Polizia Penitenziaria, sotto organico di 200 unita’ solo a Poggioreale, riesce con enormi sacrifici a mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno di Poggioreale”.

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Cronaca di Napoli

Furbetti del cartellino, da gennaio in arrivo i marcatempo con impronte digitali al Cardarelli di Napoli

Redazione Cronache della Campania

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“Entro gennaio tutti i marcatempo dei dipendenti saranno eliminati, sostituiti con un nuovo sistema di rilevazione della presenza tramite il sistema per la rilevazione delle impronte digitali”. Lo annuncia il direttore generale dell’ospedale “Cardarelli” di Napoi, Ciro Verdoliva, dopo il parere favorevole ottenuto dal Garante per la protezione dei dati personali.
L’iter per l’adozione dei sistemi di lettura dei dati biomedici era stato avviato dalla Direzione generale a seguito del cosiddetto scandalo dei “furbetti del cartellino” all’ospedale Loreto Mare di Napoli. “Una scelta necessaria – spiega Verdoliva – arrivata anche su richiesta dei nostri dipendenti, evidentemente desiderosi di dimostrare a tutti che al Cardarelli non ci sono furbetti”.
Prima di introdurre il nuovo sistema, la Direzione del Cardarelli ha voluto chiedere un parere sulla legittimità di questa tecnologia, a garanzia della privacy dei dipendenti.
Nel parere del Garante si specifica che “l’obiettivo principale dell’istallazione del sistema di rilevazione biometrica non è di accertare la prestazione lavorativa del singolo dipendente” ma “di garantire che ogni dipendente registri l’inizio della prestazione lavorativa unicamente per se stesso e non per altri colleghi”.
Le apparecchiature per la rilevazione delle impronte digitali verranno installate entro gennaio 2018 e il Cardarelli sarà il primo ospedale pubblico di Napoli a introdurre questa tecnologia.

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