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Attualità

Napoli, la Mehari di Siani torna a casa dopo il ‘Viaggio Legale’: giornalisti e politici ricordano Giancarlo

Redazione Cronache della Campania

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Napoli. “Questa macchina parla, è un simbolo non solo per i territori che hanno ospitato la Mehari in Campania ma anche in Emilia Romagna e perfino a Bruxelles: è una grande soddisfazione per Giancarlo, la sua morte non è stata vana, si riesce attraverso la sua auto a parlare ancora ai ragazzi di oggi”. Paolo Siani, presidente della fondazione Polis e fratello di Giancarlo, il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985, ha guidato la Mehari del reporter de Il Mattino in tutta Italia e nel ‘Viaggio Legale’ fatto in Emilia Romagna nei mesi scorsi tra scuole e giovani studenti appassionati di giornalismo. Oggi la Mehari simbolo dell’impegno di Siani è tornata a Napoli, celebrata nel corso di un convegno che si è svolto al Pan, il Palazzo delle Arti di via dei Mille. “E’ importante che si racconti ai giovani la storia di Siani – ha detto il sindaco, Luigi de Magistris -, ai giovani che non erano nati quando c’era Siani, quando c’erano Falcone e Borsellino. I ragazzi di oggi conoscono benissimo le loro storie e questo significa che la memoria ha un grande valore non solo per non dimenticare ma anche per incoraggiare a prendere delle strade nette che sono le strade contro le mafie e contro la corruzione”. L’insegnamento di Siani è stato quello di “abbandonare l’indifferenza che pure è molto diffusa nel nostro Paese: c’è tanta gente che non ha il coraggio di schierarsi, che aspetta chi vince. Ma non funziona – sottolinea l’ex Pm – così, lo diceva Falcone, si viene ammazzati perchè si resta isolati o perchè si entra in un gioco troppo grande. Secondo me Siani è stato isolato, anche dalla sua categoria, ed è entrato in un gioco troppo grande, però è andato avanti, perchè amava il suo mestiere e aveva sete di giustizia. Ecco perchè la gente lo ricorda con così grande affetto. Poi hanno imparato ad amarlo anche quelli che lo hanno lasciato isolato ma questa è una storia che in Italia si ripete spesso”.

Il tour della Citroen Mehari in Emilia Romagna ha toccato 17 tappe e altrettante scuole, con un unico obiettivo: la costruzione di un percorso di cittadinanza e contrasto alle mafie tramite le armi della cultura, della formazione e dell’informazione. E’ questa l’essenza del progetto ‘Il Viaggio Legale’ che non si fermerà a Napoli: “Dobbiamo risistemare la Mehari – aggiunge Paolo Siani – e poi sarà pronta ad affrontare un nuovo percorso, insieme a noi e a tutti colori che credono nella legalita'”. A ricordare Giancarlo è anche Pietro Spirito, presidente del Porto di Napoli e amico di vecchia data del giornalista. “I nostri licei avevano organizzato un viaggio premio per alcuni studenti: eravamo in quattro a Malta per una settimana. Era un aprile, Giancarlo aveva 18 anni e già collaborava con Il Mattino e anche io. Poi ho fatto altre cose nella vita, Giancarlo – racconta Spirito – ha continuato a fare il cronista. Non parlavamo di camorra, in quella fase avevamo la testa altrove, ad esempio agli esami di maturità che avremmo avuto dopo pochi mesi. Giancarlo era una persona curiosa del mondo, aveva una grande passione e una grande capacità di comunicazione. La sua morte la presi come un passaggio molto brutto della mia vita, ma sapevo anche che era un colpo molto forte inferto alla città contro una persona coraggiosa che faceva il suo mestiere con quella passione con cui l’avevo conosciuto”.

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ATMjackpot : Un coltello,una chiavetta usb e il denaro dei Bancomat è servito VIDEO

Con un coltello e una chiavetta USB è possibile svuotare un bancomat in pochi secondi!

Sebastiano Vangone

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Da qualche tempo  ATMJackpot è diventato il malware dei sogni dei pirati informatici  , permette di rapinare un bancomat in pochissimi secondi con un coltello e una chiavetta usb.
Il malware inizialmente veniva venduto tramite uno shop illegale sul darkweb, ma dopo l’arresto del suo fondatore, gli autori hanno continuato a diffonderlo usando un sito Internet dedicato, con la formula del noleggio: 1.500 dollari (in Bitcoin) per ogni utilizzo.

E’ di una semplicità devastante perchè basta aprire il pannello frontale del Bancomat ,inserire la chiavetta USB con il malware e avviare il tutto.
Sul monitor del Bancomat appare una semplicissima interfaccia grafica che consente di prelevare tutti i soldi che si vogliono.Veramente incredibile!

Ma come è possibile?
Beh è semplice come riportato da Giulio Vada di G Data : Purtroppo la maggior parte dei Bancomat utilizza Windows XP, un sistema operativo obsoleto pieno di bug che vengono sfruttati per questo tipo di furti.
Inoltre i Bancomat stessi sono stati progettati per impedire l’accesso fisico alla cassa senza considerare di proteggere anche i componenti hardware del computer per cui qualsiasi Bancomat è vulnerabile a questo attacco e può essere svuotato in pochi secondi.

Ecco i video che gli stessi autori del malware usano per pubblicizzare il loro prodotto, come si può notare basta un semplice coltello e uno stick per inserire la chiavetta usb.

VIA  SECURITYINFO.IT

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Attualità

Drogato alla guida investe un migrante e scappa: arrestato 22enne di Castel Volturno

Redazione Cronache della Campania

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Alla guida sotto l’ effetto di stupefacenti, ha investito con il furgone aziendale un pedone ed e’ fuggito, ma in poche ore i carabinieri lo hanno individuato e arrestato. L’ investimento e’ avvenuto a Castel Volturno, nel Casertano.
In manette e’ finito un 22 enne del luogo, Carmine Sacchetta, risultato positivo alla cocaina in seguito al test tossicologico. La vittima, un immigrato del Ghana 35 anni, e’ finito in ospedale con ferite gravi, ma non e’ in pericolo di vita.
L’ incidente e’ avvenuto ieri sera sulla statale Domiziana; il 22 enne era alla guida del “Fiat Doblo'” di proprieta’ della societa’ per cui lavora, quando ha investito l’ immigrato, che stava attraversando.
Testimoni lo poi hanno visto allontanarsi mentre il ghanese era sull’asfalto. Poche ore dopo i militari hanno identificato il 22enne e si sono recati a casa sua. Il giovane si e’ giustificato. “Non l’ho visto, poi ho avuto paura di perdere il lavoro e per questo sono scappato”.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto gli arresti domiciliari per Sacchetta, accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica, omissione di soccorso e lesioni gravi.

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Bindi: c’è mafia anche in Valle d’Aosta

Antonio Esposito

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“La Valle d’Aosta non è immune da insediamento mafioso che ha condizionato e continua a condizionare l’economia di questa terra e anche la politica e le scelte”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, dopo le audizioni tenute oggi ad Aosta. In regione c’è una “presenza significativa di famiglie della ‘ndrangheta”, ha aggiunto Bindi.

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