“Lo sai che c’è di nuovo? Faccio una rapina”: con l’arroganza di chi sentiva forte con quella pistola in mano uno dei baby rapinatori arrestati ieri dai carabinieri si era presentato l’estate scorsa in una farmacia. Poi dopo il colpo i post e foto su facebook per vantarsi dell’impresa. Sono di Casoria e Arzano i cinque “ragazzi terribili” , rapinatori 3.0 finiti dietro le sbarre degli istituti minorili.Uno degli arrestati è imparentato con uno dei boss del clan Moccia. Due però erano già in carcere tra Nisida ed Airola. Erano stati infatti arrestati per una rapina ad Aversa. Un assalto feroce nel quale i baby-banditi avevano addirittura sparato alla testa e alla gamba il titolare della farmacia. Ventuno rapine in pochi mesi tra Giugliano, Melito, Sant’Antimo, Mugnano, Carinaro, Grumo Nevano, Arzano, Casandrino, Calvizzano e anche Napoli ed Aversa. La banda prendeva di mira uffici postali e farmacie, notoriamente sedi senza blindature o spesso prive di controllo da parte di guardie giurate. Solo una volta si sono spinti oltre. A Napoli infatti hanno assaltato una banca, la Unicredit di via Emilio Scaglione. Il capo della banda in un giorno la banda. il 19 luglio scorso è stato  capace di mettere a segno anche cinque rapine. Una dopo l’altra: la farmacia San Francesco di Calvizzano, il negozio Mon Bebè e l’ufficio postale di Giugliano, la banca napoletana e l’ufficio postale di Mugnano, per un totale portato via di 3.320 euro.

Spavaldi e sprezzanti del pericolo. Traditi proprio da questo loro comportamento. Agivano spesso a volto scoperto. “A presta libertà. #lagaleraesolodipassaggioleoni”. Questo tipo di frasi, e hashtag inneggianti alla criminalità postavano sui social con foto contro le forze dell’ordine, tatuaggi e post a favore della camorra, canzoni contro i pentiti. Si ispiravano alle serie e ai film sulla camorra. In una delle stanze perquisite i carabinieri hanno trovato  i dvd di film come Acab, Il capo dei capi, Romanzo Criminale, Squadra Antimafia, Quei bravi Ragazzi, La storia del Fascismo. Pellicole alle quali si ispiravano. Tra le tante foto postate su Facebook, tra le quali quella in cui un malvivente punta la pistola alle tempie di un poliziotto, ce n’è una con la quale si mostra un tatuaggio sul collo con la scritta Acab, il famoso acronimo in voga da alcuni anni nelle baby gan americane e poi importato ovunque “all cops are bastards” ovvero: tutti i poliziotti sono bastardi. In un altro post su facebook contro polkizia e carabinieri c’è scritto: “Ogni tanto ricordatevi che non siete nessuno”  corredato da una maschera e da un’arma in bella vista.Da ieri però i carabinieri hanno posto fine alla loro spavalderia social.

 

Il narcos Perrone stanato in Messico grazie a Facebook

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