Fermato ubriaco alla guida, nascondeva diamanti in auto: “Avevo paura di mia moglie”

Quando lo hanno arrestato e portato in carcere per guida in stato di ebbrezza gli agenti di custodia gli hanno trovato, nascosti in una tasca ricavata nella cintura, due diamanti purissimi del valore complessivo di 377 mila euro. Una sorpresa che ha fatto scattare un’ulteriore indagine per contrabbando di preziosi. Protagonista della vicenda accaduta l’11 febbraio del 2014 nella zona portuale di Monaco un napoletano di 60 anni che nel corso della settimana è comparso davanti ai giudici del tribunale del Principato. L’uomo era stato fermato dopo aver tamponato un’auto in sosta mentre era alla guida della sua Bmw. Ai poliziotti aveva detto di essere partito in auto la mattina da Napoli dopo un litigio con la moglie. In evidente stato di ebbrezza era stato portato in carcere dove erano saltati fuori i due preziosi brillanti. “Li avevo portati con me perché, a causa dei miei precedenti penali, sono interdetto dalle banche e non posso disporre di una cassetta di sicurezza. Temevo che mia moglie potesse impossessarsene e farli sparire e così li ho portati con me”, ha detto. Il presidente del tribunale gli ha chiesto se fosse in possesso di documenti comprovanti la proprietà dei diamanti ma l’imputato ha risposto che a Napoli non si fanno fatture né ricevute. La pubblica accusa ha ribadito che se la regione di Napoli ha determinate specificità culturali, ciò non toglie che la sua intenzione fosse quella di vendere i diamanti a Monaco. Un’attività che nel Principato è un reato. E, pertanto, ha chiesto la condanna a un anno di reclusione senza condizionale ed il sequestro dei diamanti e dell’auto. La difesa del napoletano ha contestato le affermazioni dell’accusa sostenendo che non esistono prove della sua volontà di vendere i preziosi: sentenza a fine mese.

La Redazione
Contenuti Sponsorizzati