Poco più di quaranta anni di carcere per i 12 pusher della movida cavese coinvolti nel processo denominato «HairCoffee» dal nome del locale di via Montefusco dove, secondo gli inquirenti, con le tazzine di caffè venivano servite dosi di hashish, marijuana e cocaina. Ieri sera il giudice del Tribunale di Nocera Inferiore, Giovanna Pacifico, ha emesso le sentenze di condanna rivedendo al ribasso la richiesta di pena pronunciata dal pm Ernesto Caggiano, che aveva quantificato complessivi ottantaquattro anni di carcere.

Per le accuse di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti sono stati condannati a quattro anni e sei mesi Antonio Benvenuto e Gennaro Scirgolea, con in più il pagamento di 24mila euro di multa. Pena più lieve per gli altri dieci: tre anni e due mesi per Umberto Della Corte, Raffaele De Martino, Pasquale Giuliano, Carlo Lamberti, Claudio Mazzotta, Carmine Medolla, Arianna Villani, Carmela Bisogno, Deborah Abbamonte, Maria Elena Dominique Guidotti Di Montegualtieri, con 18mila euro di multa. Nella precedente udienza, il pubblico ministero Caggiano aveva richiesto oltre ottantaquattro anni di detenzione.

Al centro dell’inchiesta c’era un negozio del centro storico, col 50enne Antonio Benvenuto, residente a Nocera Superiore, a gestire il bar , e Carmine Medolla, meglio conosciuto come “Leonard”, titolare del negozio di parrucchiere, con due gruppi di spaccio composti da persone in vincolo di parentela.Dalle indagini è emerso che dal bar partivano “le consegne” di stupefacente insieme con le tazzine di caffè. Ma vi era anche chi faceva gli “acquisti fai te”: clienti si dirigevano verso una parete che dava su una sorta di cortile. Bastava spostare un mattone staccato dal resto del muro per trovare la dose di droga. La prelevavano, lasciando al suo posto i contanti.

 

La Redazione
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