Camorra a Torre Annunziata, il pentito: “Bollino si era allontanato dai Gallo-Cavalieri”

Torre Annunziata. “Luigi Bollino, dal 2010, non era più affiliato ai Gallo-Cavalieri: lo aveva detto pure al boss Vincenzo Gallo Battipaglia, detto quarantuno”. Così ai giudici il 42enne Pasquale Sentiero, ora collaboratore di giustizia, ma per anni affiliato proprio al clan Gallo. Alla sbarra, imputati nell’ultimo stralcio del maxi-processo “Mano Nera” alla camorra oplontina, ci sono Luigi Bollino, ex latitante, e Luigi Savino. Bollino è comparso ieri per la prima volta dinanzi ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Il pm della Dda di Napoli, Sergio Ferrigno, ha chiamato a testimoniare in videoconferenza due pentiti di camorra. Con Sentiero, infatti, ha parlato anche Alessandro Montella, l’autotrasportatore che faceva da corriere per un cartello di narcos formato anche dai Gallo-Cavalieri.
“Conoscevo bene Bollino – ha continuato poi Sentiero – eravamo quasi vicini di casa. Era amico di Vincenzo Gallo ‘mezza pallina’, con lui faceva anche le estorsioni. Metteva la sua parte di denaro per acquistare droga all’estero, guadagnandoci in percentuale. Poi, Luigi si era dissociato. Forse non ci guadagnava più”. Ma secondo l’Antimafia, la dissociazione dell’ex latitante non sarebbe mai avvenuta. Bollino avrebbe infatti continuato a gestire una parte dei carichi di droga dall’estero. Il 52enne, alias ‘o studente di Torre Annunziata, è stato estradato pochi giorni fa. Luigi Bollino era finito in manette a Nowy Targ, cittadina a meno di 100 km da Cracovia. L’uomo, sfuggito alla cattura il 4 aprile 2013, si era rifugiato in una pizzeria gestita da alcuni italiani in Polonia. Adesso, dopo la cattura e la successiva estradizione, Bollino è detenuto nel carcere di Rebibbia.

 Monica Barba

La Redazione
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