Armi in Libia, Tofalo (M5S) si difende. Il sospetto: Fontana potrebbe essere stata un’informatrice dell’intelligence

Ingegnere civile, con la passione per il calcio, gli animali, l’informatica e gli 007, Angelo Tofalo – il deputato del Movimento 5 stelle che è stato sentito come teste dagli inquirenti napoletani che indagano su un traffico d’armi con la Libia e con l’Iran – ha 36 anni ed è nato a Salerno. Eletto deputato nella circoscrizione Campania 2, è stato prima componente della Commissione Ambiente, che ha lasciato l’8 novembre 2013 per approdare alla Commissione Difesa. Inoltre, dal 5 giugno 2013, è componente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Ai magistrati della Dda avrebbe chiarito le circostanze e la natura della sua conoscenza con Annamaria Fontana, la donna arrestata insieme al marito Mario Di Leva: i due, convertiti alla religione musulmana, sono accusati di aver trafficato armi con l’Iran ed esponenti dell’Isis in Libia.

In una conversazione intercettata il 22 luglio del 2015, Fontana dice al marito che sta “operando” sui contatti con i rapitori. E proprio questo ruolo di ‘presunti mediatori’ potrebbe avere suscitato l’interesse di Tofalo che, come componente del Copasir, ha seguito da vicino tutta la vicenda, chiedendo più volte chiarezza alle autorità italiane su tutte le fasi delle trattative e sul tragico epilogo. A quanto sembra, uno che poteva avere notizie importanti su quanto accaduto era proprio Khalifa Ghwell, leader delle milizie islamiste che poche settimane fa avevano inscenato un golpe a Tripoli contro il governo del premier sostenuto dall’Onu, Fayez al Sarraj. Potrebbe essere questo il motivo della richiesta d’incontro avanzata dal parlamentare M5S. Tofalo oggi si è limitato a precisare di aver agito secondo le proprie prerogative. “In questi anni come membro del Copasir – ha detto – mi sono occupato di questioni di grande rilevanza per la sicurezza nazionale. E’ la norma. Lo prevede l’esercizio delle mie funzioni. A proposito dei due coniugi oggi sotto processo, appresa giorni fa la notizia dell’arresto dai media, è stata mia premura contattare tempestivamente la Procura al fine di fornire ogni informazione utile che potesse agevolare il lavoro della magistratura”. Il deputato ha riferito di aver conosciuto Fontana la scorsa estate, ignorandone però i traffici illeciti. “Se avessi avuto notizie di reato, come già accaduto in passato – ha assicurato – le avrei comunicate tempestivamente alla Procura”. Tofalo non si è poi espresso sull’indiscrezione che la donna potesse essere un’informatrice dell’intelligence. “Non posso riferire – ha osservato – quel che avevo appreso al momento, ma posso dire di aver consultato immediatamente gli organi preposti ai fini di tutelare la sicurezza nazionale”. Della vicenda si è parlato nel pomeriggio nel corso di una riunione del Copasir. Duro anche il senatore dem Vito Vattuone, che ha parlato di “totale inadeguatezza di un deputato del Movimento 5 Stelle che, stando alle notizie che emergono, decide di incontrare in gran segreto il capo di un governo islamista grazie all’intercessione di una terza persona sotto indagine e accusata di traffico d’armi”.

La Redazione
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