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Area Vesuviana

San Giuseppe Vesuviano, sequestrato un milione di capi in un’industria tessile abusiva

Redazione Cronache della Campania

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San Giuseppe Vesuviano. Oltre un milione di capi tessili sono stati sequestrati tra San Giuseppe Vesuviano e Piazzolla di Nola, nel corso di un’operazione congiunta dei vigili urbani di San Giuseppe Vesuviano, Nola e Terzigno, carabinieri dell’ispettorato del lavoro e guardia di finanza di Nola. Nel corso dell’operazione è stato denunciato l’amministratore di un’azienda che confeziona articoli tessili per la casa, e sono stati anche sequestrati interi capannoni abusivi, su un’area di circa 4mila metri quadrati, dove lavoravano dieci persone (delle quali quattro provenienti dal Bangladesh sprovviste di regolare permesso di soggiorno), tutte senza contratto di lavoro. L’operazione è partita dopo che i caschi bianchi di San Giuseppe Vesuviano, coordinati dal comandante Ciro Cirillo, hanno trovato centinaia di bustoni abbandonati ripieni di scarti tessili, tra i quali sono state trovate etichette che hanno portato all’individuazione di alcune aziende aventi sedi a Terzigno, collegate ad un’azienda di Avella operante a Piazzolla di Nola. Alla fine i vigili urbani dei tre comandi interessati, insieme a carabinieri e guardia di finanza, hanno fatto irruzione nei capannoni a Piazzolla di Nola, dove hanno riscontrato numerose irregolarità, dalla totale assenza di autorizzazioni edilizie, alla presenza di un deposito incontrollato sul suolo di rifiuti speciali e non sono stati esibiti formulari di identificazione rifiuti per lo smaltimento. Anche i macchinari non erano conformi alla legge, e mancava la certificazione antincendio. La merce rinvenuta, più di un milione di articoli, è risultata in parte contraffatta e sprovvista di documentazione fiscale. Per il titolare dell’azienda è quindi scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Nola in quanto ritenuto responsabile anche di sversamento illecito di rifiuti speciali.

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Area Vesuviana

Il piromane del Vesuvio chiede lo sconto di pena

Redazione Cronache della Campania

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Torre del Greco, Fu arrestato per aver incendiato circa 10mila metri quadrati del Parco del Vesuvio e dopo la richiesta di giudizio immediato ha scelto il rito abbreviato per definire la sua posizione processuale. Leonardo Orsino, il 24enne di Torre del Greco, che appiccò il fuoco nella pianeta adiacente la sua abitazione, nella zona dei Camaldoli, e arrestato il 28 luglio grazie ad una velocissima indagine dei carabinieri di Torre del Greco, comparirà dinanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Torre Annununziata. Si arrivò alla sua identificazione grazie ad alcune intercettazioni telefoniche nelle quali le zie parlavano della sua responsabilità nell’incendio che a metà luglio divampò sul Vesuvio, rivelazioni involontarie seguite da alcuni tentativi di depistaggio quando i familiari furono interrogati dalle forze dell’ordine. Leonardo Orsino ha sempre negato ogni addebito sull’incendio che divampò la sera tra il 3 e il 14 luglio, ma secondo gli inquirenti quella sera fu proprio lui ad appiccare quel focolaio con un accendino. Tant’è che la mamma avvisò il marito, fuori per lavoro: “Enzo stiamo prendendo fuoco nella casa nostra è quello s… di tuo figlio”.  A far chiudere definitivamente il cerchio, intorno al ragazzo, garzone di un macellaio, la testimonianza di un ex amministratore comunale di Torre del Greco, che nella sera tra il 13 e 14 luglio avrebbe avuto modo di vedere e sentire Orsino che, in un per depistare le indagini, avrebbe indicato ai vigili urbani di Torre del Greco di seguire un giovane a bordo di un Liberty Piaggio, sostenendo fosse l’autore degli incendi. Orsino comparirà a gennaio davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino. L’imputato si trova in carcere dall’estate scorsa quando fu arrestato su richiesta del Gip Giovanni De Angelis. Il Tribunale del Riesame rigettò la richiesta di scarcerazione, confermando la misura imposta dal Gip oplontino.

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Area Vesuviana

Si rompe condotta regionale: Scafati, Pompei, Poggiomarino, Striano e Terzigno senza acqua

Redazione Cronache della Campania

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Boscoreale. Si rompe una condotta regionale, problemi di fornitura idrica per cinque comuni del Napoletano e del Salernitano. A comunicarlo è la Gori: “Per l’improvvisa rottura avvenuta in mattinata a una condotta regionale DN 1300 in via Cangiani nel comune di Scafati – si legge – è stata interrotta la fornitura idrica e pertanto sono in corso mancanze d’acqua e abbassamenti della pressione nell’intero territorio comunale di Pompei, Poggiomarino, Striano, Scafati e Terzigno”. “I tecnici – assicura Gori – sono al lavoro per la riparazione del guasto. La regolare fornitura idrica dovrebbe essere ripristinata dalle ore 22.30 di oggi”.

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Area Vesuviana

Controlli nel nolano: parcheggiatore arrestato. Denunce e segnalazioni dei carabinieri

Redazione Cronache della Campania

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Nola. Parcehggiatore abusivo strattona i carabinieri: arrestato a Nola. Controlli straordinari dei carabinieri sul territorio nolano hanno portato all’arresto di un parcheggiatore abusivo. Sono stati denunciati 2 giovanissimi per un tentato furto in casa e otto persone irregolari sul territorio italiano. Il parcheggiatore abusivo esercitava la sua attività lungo la strada statale 7 bis. Si tratta di un 44enne già noto alle forze dell’ordine. Fermato a un controllo, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale. E’ ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo. Denunciato durante il servizio di controllo un 38enne di origini romene domiciliato a Saviano, già noto alle forze dell’ordine, per inosservanza della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Nola: è stato infatti sorpreso dai militari durante un controllo alla circolazione stradale in via San Massimo. Denunciati per tentato furto un 18enne di Cicciano e un 14enne di Camposano, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sorpresi dai carabinieri nel cortile di un’abitazione dove si erano intrufolati col favore del buio. Controllati in piazza d’Armi a Nola, sono stati trovati sprovvisti di documenti e denunciati per violazione delle norme sull’immigrazione 7 cittadini ucraini, bengalesi e albanesi, domiciliati tra Napoli, Palma Campania, Saviano, Cervino e Maddaloni in provincia di Caserta. Quattro ragazzi sono stati segnalati alla prefettura, perchè trovati in possesso di modiche quantità hashish.

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