Camorra, il pentito Loreto: “Il clan Cesarano mi ordinò di uccidere il boss Rosario Giugliano”

Tra le tante dichiarazioni rese all’antimafia dal pentito scafatese, Alfonso Loreto c’è anche quella di un clamoroso omicidio nei confronti di un boss locale che era stato organizzato insieme con il clan Cesarano. Una vera e propria alleanza per uccidere il boss Rosario Giugliano. Il pentito scafatese rivela un particolare inedito finora alle cronache giudiziarie: il progetto di uccidere Rosario Giugliano, detto ‘o minorenne, esponente del clan Alfieri, di Poggiomarino che da anni gode del regime di semilibertà. “Ci sta un altro progetto omicidiario pure che …in concomitanza con Nicola Esposito però non è stato fatto perché – racconta Loreto …parte che io dicevo sì per …loro volevano ammazzare Rosario Giugliano detto “o’ minorenne”. Un’acredine lontana quella che avrebbe decretato la morte del pregiudicato ergastolano di Poggiomarino: “Nicola Esposito voleva farlo ammazzare, dovevamo ammazzare, voleva che io lo ammazzassi io con Agostino Cascone detto “Pappariello”, perché Rosario Giugliano mi dissero loro che in anni addietro aveva litigato con Ferdinando Cesarano. rompendogli il setto nasale o la bocca durante un processo in un’aula processuale. “… diciett a me mi a fa stu piacere e poi…”. Il progetto però non si è mai concretizzato: “Io stavo agli arresti domiciliari poi ne parlammo pure dice ma noi c’amm a mettere nelle cose di trenta anni fa però giustamente ci dicevo sì”.

Rosario Giugliano è tornato in carcere nel luglio scorso. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli ha infatti revocato i benefecici della semilibertà. Il pregiudicato rinchiuso in cella da una dozzina di anni dovrà quindi scontare per intero la sua pena a 25 anni e 4 mesi di carcere. Per lui le porte del penitenziario di Milano-Opera si apriranno nel 2025.  Il boss ex braccio armato del clan Galasso aveva approfittato di alcuni permessi premio per tornare spesso nella sua città natale, Poggiomarino. Ma non lo faceva solo per salutare i suoi cari. Giugliano infatti si incontrava spesso con alcuni noti pregiudicati della zona di Boscoreale e degli altri comuni vicini. La cosa era arrivata alle orecchie degli investigatori tant’è che il comandante della stazione dei carabinieri di Poggiomarino, il maresciallo Andrea Manzo,  pedinò per settimane Giugliano fino a trovarlo in compagnia di alcuni pregiudicati della zona. La relazione del sottufficiale dell’arma e la violazione dei benefici di legge della semilibertà sono costate care. Ora è richiuso nel carcere di Opera senza più permessi.

Rosaria Federico

 

(nella foto il pentito Alfonso Loreto e il boss Nicola Esposito ‘o mostro)

La Redazione
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