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Caserta e Provincia

Castel Volturno, sindaco schiaffeggiato dai manifestanti

La solidarietà del presidente del Pd campano, Stefano Graziano

Redazione Cronache della Campania

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Il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, e’ stato aggredito da alcuni ragazzi all’esterno del municipio.
L’aggressione e’ avvenuta mentre era in corso una fiaccolata non autorizzata in memoria dell’adolescente di 16 anni morto due giorni fa nel corso di un incidente stradale che ha coinvolto lo scooter su cui viaggiava cui una bici avrebbe tagliato la strada facendo rovinare a terra violentemente il 16enne, che poi e’ morto, e l’amico, che ha riportato ferite lievi.
Alcune decine di persone, tra cui amici della vittima, hanno sfilato davanti al Comune protestando anche contro il sindaco che a loro dire non avrebbe fatto abbastanza per mettere in sicurezza le strada; il corteo voleva raggiungere la Domiziana ma Russo ha spiegato ai manifestanti che non potevano sfilare senza autorizzazione; alcuni ragazzi hanno cosi’ raggiunto il sindaco dandogli degli schiaffi. Russo si e’ poi rifugiato in Comune protetto da carabinieri e polizia.
La situazione e’ tornata alla calma dopo un po’ di tempo.  “Piena e incondizionata solidarietà al sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo per la brutale e sconcertante aggressione subita nella giornata di oggi”. Così il presidente del Pd campano e consigliere regionale Stefano Graziano.
“Non è possibile che un primo cittadino impegnato a tempo pieno per affrontare le tantissime emergenze del territorio diventi il capro espiatorio di un gruppo di adolescenti scesi in strada per una fiaccolata senza alcun tipo di autorizzazione.
Mi auguro che i protagonisti di questo increscioso episodio siano identificati e che la giustizia faccia il suo corso”. “Come Pd e uomini delle istituzioni abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere Dimitri Russo e la sua amministrazione.
Tutti devono capire che a Castel Volturno lo Stato è le istituzioni ci sono e non sarà certo il ricorso alla violenza a farle arretrare”.

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Caserta e Provincia

Prometteva posti di lavoro in cambi di soldi, il vescovo rimuove il parroco

Renato Pagano

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Grazzanise, Caserta. E’ stato allontanato dalla chiesa nella quale svolgeva le funzioni di parroco perché avrebbe promesso posti di lavoro in cambio di soldi. Non solo posti di lavoro ma anche possibilità di essere introdotti in ambienti d’élite della Chiesa come le stanze romane del Vaticano. Tutto questo in cambio di danaro.
E’ la storia che ha coinvolto il 48enne don Sergio Clemente che gli è costata il trasferimento al nord Italia e la rimozione dall’incarico di parroco. Una storia che va avanti da tempo, un peso insostenibile che ha portato il prete a raccontare tutto. Così è arrivata la presa di posizione del Vescovo Salvatore Visto che l’ha rimosso dall’incarico.
La diocesi fa sapere che “con un provvedimento dell’ordinario diocesano del 16 ottobre 2017, don Sergio Clemente, amministratore parrocchiale della parrocchia di San Martino in Brezza è stato rimosso dall’incarico e sostituito nelle funzioni pastorali dal vicario foraneo don Antonio Guarino, della comunità dei Padri Comboniani di Castel Volturno.
Un provvedimento che si è reso necessario dopo un colloquio dell’arcivescovo con il diretto interessato circa alcune accuse riguardanti somme di denaro non restituite.
Don Sergio – fanno sapere – è stato inviato in una comunità religiosa specializzata nell’accompagnamento e recupero di sacerdoti in difficoltà”.

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Caserta e Provincia

Cani molecolari per cercare il corpo dell’imprenditore casertano scomparso nove anni fa da Piedimonte Matese

Redazione Cronache della Campania

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Caserta. Cani molecolari per ritrovare il corpo dell’imprenditore edile di Piedimonte Matese scomparso il 23 aprile del 2008. Nuovi sopralluoghi dei carabinieri di Piedimonte Matese, domani mattina, dopo che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua a Vetere, ha riaperto il caso della scomparsa e dell’omicidio di Sandro Ottaviani, sparito dal comune di Dragoni nove anni fa. Secondo gli inquirenti Ottaviani sarebbe stato ucciso tanto che la procura indaga per omicidio volontario. Subito dopo la scomparsa, si parlò di una fuga all’estero dell’imprenditore e per anni le indagini non hanno fatto passi avanti, tanto che la Procura, alla fine dello scorso anno, aveva presentato richiesta di archiviazione, trovando però l’opposizione della famiglia dell’imprenditore, assistita dal legale Carlo Grillo; il Gip ha sentito le figlie di Ottaviani, e qualche mese fa ha deciso di ordinare la prosecuzione delle indagini. “Abbiamo fatto emergere delle contraddizioni emerse dalle indagini immediatamente successive alla scomparsa di Ottaviani” spiega l’avvocato Grillo. Poche settimane fa la Procura ha quindi aperto un fascicolo per omicidio, indagando due persone, tra cui l’imprenditore napoletano cui Ottaviani aveva fittato il capannone industriale di Dragoni dove è avvenuta la scomparsa. Ottaviani, il 23 aprile 2008, avrebbe infatti dovuto incontrare proprio il conduttore del suo immobile, che stava cercando di sfrattare attraverso le vie giudiziarie. Il costruttore di Piedimonte fu visto l’ultima volta da testimoni nel piazzale del capannone; nelle ore e nei giorni successivi le ricerche furono condotte anche nel fiume Volturno, ma del corpo non fu trovata alcuna traccia. Alle nuove ricerche, per le quali sono stati incaricati i carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, parteciperanno da domani mattina “esperti investigatori” come i cani molecolari dell’Unità Cinofila di Bologna, capaci di fiutare anche solo una molecola di odore di un individuo, pur a distanza di anni dalla scomparsa.

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Caserta e Provincia

Giro di squillo in provincia di Caserta: tre arresti. C’è anche il nonno di Fortuna Loffredo

Redazione Cronache della Campania

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I carabinieri della Stazione di Casagiove hanno dato esecuzione all’ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere di applicazione della misura di cautelare nei confronti di Zuppa Antonietta, Romano Luigi e Guardato Vincenzo, individuati quali promotori ed organizzatori di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione nella provincia di Caserta. Vincenzo Guardato è il nonno della piccola Fortuna Loffredo, la bimba violentata e gettata da un palazzo del Parco Verde di Caivano.
Le indagini sono state attivate nel mese di gennaio di quest’anno a seguito di un controllo effettuato dai militari all’interno di una casa d’appuntamento individuata nel Comune di Casagiove e delle dichiarazioni rese da una delle meretrici sorprese all’interno dell’appartamento.
La successiva attività investigativa consentiva di acquisire elementi comprovanti l’esistenza di un sodalizio operante attraverso una struttura ben definita, caratterizzata da una netta divisione di compiti, con il fine di reperire alloggi da sublocare, dietro pagamento di un canone sproporzionato rispetto a quello di mercato, a prostitute e transessuali, affinchè questi ultimi vi potessero svolgere attività di prostituzione.
In particolare, la Zuppa si occupava di procurarsi gli appartamenti da sublocare alle prostitute nonché pagare le utenze dei servizi di prima necessità, il Romano era incaricato di procacciare clienti mediante l’inserimento di annunci su internet per pubblicizzare la presenza di donne e transessuali disponibili per incontri a pagamento, mentre il Guardato era colui che s’interessava prevalentemente della gestione degli appartamenti, dell’approvvigionamento del materiale necessario all’esercizio dell’attività di meretricio nonché degli ordinari spostamenti delle ragazze.
Gli indagati si avvalevano poi della collaborazione di altri soggetti i quali, in cambio di un corrispettivo economico, intestavano fittiziamente a proprio nome i contratti di locazione o fornivano assistenza alle prostitute.
Inoltre, garantivano alle prostitute non solo assistenza logistica ma anche organizzativa pubblicando, previo pagamento di somme di denaro, annunci sul sito internet “bakekaincontri”, per procurare appuntamenti per le prostitute e accompagnando e prelevando le predette sistematicamente dal luogo di lavoro.
Nel corso delle indagini, sono stati sottoposte a sequestro diverse abitazioni ubicate a Caserta, Casapulla e San Nicola La Strada, adibite a case d’appuntamento all’interno delle quali si prostituivano donne e transessuali, generando un forte allarme sociale tra i residenti.

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